piccole gioie

Mi piace quel bar che fa angolo. Affaccia su piazza Fenice, e uscendo dalla biblioteca lo noti subito. Le sedie con i tavolini occupano un piccolo spazio della piazzetta, sono tutti colorati- di stili diversi- e quando i raggi di sole li abbracciano, diventano ancora più belli.
Io passo spesso di lì, ancora più spesso di proposito, perché sono curiosa e affascinata, e le persone sedute sono rilassate, si godono la loro bevanda o il loro spuntino. Chissà di cosa parlano! Mi piace vedere quei volti che sorridono, l’uno di fronte all’altro, mentre si sorseggia un caffè.
Il locale ha tutta l’aria di essere un posto tranquillo e sereno. Toni pacati e cortesi quelli con cui camerieri e baristi accolgono i clienti.
Non è un bar frenetico e caotico, di quelli in cui, per esempio, si fa colazione di corsa: un caffè al volo, in piedi; una brioche al volo, mentre esci; un grazie e arrivederci al volo, mentre sei già fuori, con il telefono in mano e la testa altrove.
Ancora non sono entrata. Non so se lo farò. Mi piace molto più viverlo da fuori. Continuare a immaginarlo e pensarlo così.
Ma un giorno entrerò, e lo farò con la persona giusta. Con una persona che mi farà ridere e diventare rossa, mentre sorseggio il mio caffè. O forse il mio tè freddo alla pesca.