Il sogno che dal cassetto vuole uscire

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Mi chiamo Pesca, ho 23 anni e tanti sogni nel cassetto. Un sogno, il più grande di tutti, dal cassetto vuole uscire. Ha capito cos’è la libertà.  È uno di quei sogni forti e ribelli, che lotta nonostante tutto, che diffida il se e crede nel quando. Uno di quei sogni che rende la realtà un’immensa bellezza.
Alla domanda cosa vuoi fare da grande, ho sempre risposto: la giornalista. Stessa risposta dagli 8 ai 23 anni. Che io sia ripetitiva? No. Solo una sognatrice, con i piedi a terra, aggiungerei.
Studio, leggo giornali, mi informo. Più cerco di conoscere il giornalismo, e più mi inoltro in un mondo sconfinato ed estremamente affascinante. Più vado avanti, e più la strada si complica: rinunce, bivi, ostacoli, salite. Tante salite. Solo così ho capito che il mio sogno è quello giusto.
Quante persone mi hanno detto lascia stare, cambia, i giornali non hanno futuro. Devo ringraziare proprio quelle persone se ho deciso di continuare a lottare per qualcosa in cui credo.
Credo nella libertà di opinione, nella scrittura limpida, nella cultura che sa di buono, nei giornali a scuola, nelle persone educate e sorridenti.
Io credo, io sogno, io sudo senza dar la colpa né al periodo o alla Storia, come dice Giorgio Gaber.