Chiavari e il suo Festival della Parola


Chiavari– nota città della Riviera Ligure di Levante- ha ospitato per il quarto anno consecutivo il Festival della ParolaDal 4 al 7 maggio il Festival domina la scena cittadina, coinvolgendo sia molte persone del luogo sia molti turisti.
Scrittori, giornalisti, musicisti, fotografi e molti altri artisti ancora sono stati invitati per raccontare- attraverso la propria esperienza professionale- il valore e l’importanza della parola.
Oggi più che mai la parola riveste un ruolo centrale nel mondo della comunicazione, dei social media e social network. Su Twitter per esempio, i caratteri a disposizione per un cinguettio, corrispondono a poco più di una manciata di parole.

“Quid est veritas?” chiede Massimo Righi– direttore di Il Secolo XIX– al suo pubblico.
Ieri, presso l’auditorium S. Francesco di Chiavari, ho avuto la possibilità di ascoltare le parole di un grande giornalista circa il valore e la conoscenza della verità.
Il tema dell’incontro- coordinato da Massimo Righi e Roberto Pettinaroli (responsabile edizione levante Il Secolo XIX) era quello del rapporto tra fake news e giornalismo.
Come riconoscere, smascherare e ridere delle fake news? Leggendo, tanto.
Leggere, rileggere e pensare. Pensare, dubitare, interrogarsi. Interrogarsi, essere curiosi, cercare risposte. Cercare risposte, confrontare, intuire. 
È la risposta di Massimo Righi per il suo pubblico, tra cui non solo appassionati di lettura o giornalismo.
Dopo l’incontro con Massimo Righi e Roberto Pettinaroli, è salita sul palco un’altra grande giornalista.
Emanuela Zuccalà– giornalista reporter e blogger italiana- firma di IODONNAsupplemento de Il Corriere della Sera, si occupa della difesa diritti delle donne.
Ieri ha presentato il suo libro Donne che vorresti conoscere. Si tratta di ventisei storie tutte al femminile- toccanti e struggenti- raccolte durante i tanti viaggi di lavoro di Emanuela.
L’autrice affronta temi attuali, con un taglio giornalistico e una mente femminile, vicina più che mai alle testimonianze di donne a cui è stato tolto tutto, ma che tutto ancora hanno da donare.
Emanuela Zuccalà ha deciso di raccontare tutto in un libro “perché un libro dura potenzialmente per sempre!”