Intervista imperfetta: Deborah e la fotografia mai scattata


Deborah, venditrice ambulante senegalese, 45 anni, è in Italia dal 2006. Vive a Genova e lavora a Moneglia da più di dieci anni.
Deborah arriva a Moneglia con l’inizio della stagione estiva, a giugno, e va via a fine settembre- un mese prima del consuetudinario viaggio in Senegal.
Vende abbigliamento estivo: magliette, canotte, vestitini colorati di ogni taglia. In spiaggia e in paese è molto conosciuta, grazie alla sua simpatia e semplicità. E per questo è diventata un vero e proprio punto di riferimento.
«Mi piace Moneglia, le persone sono tutte brave» racconta Deborah, seduta sotto l’ombrellone, intenta a piegare, all’interno di un grande cesto, magliette e vestiti. Dalle parole di Deborah emerge un grande affetto per Moneglia, i monegliesi, e tutti i turisti conosciuti in questi anni.
Deborah ha un carattere espansivo e socievole, ma quando si tratta di parlare di lei, si ritrae, si chiude come un riccio, e ti guarda come se fossi un invasore. Poi, poco a poco, si scioglie e racconta di suo marito, dei suoi quattro figli, e del colore del cielo senegalese.
Le chiedo il permesso per scattarle una fotografia. Penso, sarebbe bello poterla ritrarre con il cesto dei vestiti in testa, mentre sorride ad una bambina e lascia provare un abito ad una bagnante.
Ma non è possibile. Deborah non ama essere fotografata né da me né da nessun altro. Ha più volte detto no anche a sua figlia. Non ho insistito, e sono rimasta in silenzio.
« Non mi piacciono le fotografie né i telefonini. Quando devo chiamare i miei figli, che sono in Senegal, vado in una cabina telefonica.» Non sentivo l’espressione “cabina telefonica” da molto tempo, quasi l’avevo dimenticata. Ho così riflettuto sul fatto che ci sono persone che non si sono lasciate travolgere dalla rivoluzione tecnologica, e sono rimaste- in un certo senso- se stesse.
Nell’epoca dei mille scatti al secondo, dei selfie e di Instagram c’è ancora chi non ama assolutamente essere ritratto, e poi ricondiviso- chissà quante volte- su uno dei tanti social network.
Quindi mi sono chiesta: cosa significa essere se stessi oggi? In una società che sembra voglia influenzarti sotto ogni punto di vista?