Moneglia: intervista improvvisata tra i tavoli della pizzeria Sciamadda


Moneglia nasconde segreti e misteri, custodisce storie, cristallizza pettegolezzi di coloro che a Moneglia hanno deciso di vivere per tutta la vita, o solo per un periodo, di andarci in vacanza o di andare e poi tornare.
Storie di pescatori, sarti, falegnami, pizzaioli; storie di oliveti e terreni coltivati; storie di uomini e donne perbene, storie di alta infedeltà, e storie di migranti.
Quanti monegliesi lasciarono il paese alla ricerca di fortuna in terre lontane? Chi partì solo, chi con famiglia, chi con valigia, chi senza. Chi un giorno tornò, chi invece scelse l’ oltreoceano.
La storia di Michelangelo Milano e di sua moglie l’ho raccolta al volo, mi è passata davanti come un treno in corsa, durante una calda e caotica sera di agosto, mentre servivo ai tavoli di una pizzeria.
Michelangelo e sua moglie, ordinano una bottiglia di Brunello di Montalcino da accompagnare alle pizze. Li sento parlare tra loro in inglese. Dai modi sembrano entrambi i classici americani in vacanza. E infatti lo erano. Ma scopro, tra una portata e l’altra che Michelangelo parla molto bene anche l’italiano. Incuriosita cerco di capire qualcosa di più. “Mia moglie ed io viviamo a Chicago, siamo due medici” mi racconta Michelangelo, mentre sparecchio il loro tavolo. La moglie parla solo in inglese e non fa altro che complimentarsi per l’ottima pizza. Continuamente, non ripeteva altro. Le sorrido e la ringrazio.
– Come mai a Moneglia?- chiedo tutta trafelata.
– Mia madre è di Moneglia, ha la casa qui e noi quando possiamo veniamo a far visita.
Ho pensato “cazzo, che storia figa”. Michelangelo deve aver decifrato il mio pensiero, ed è scoppiato a ridere. Mi ha raccontato così di Chicago, dei loro cinque figli, e di quando i suoi genitori hanno deciso di lasciare Moneglia per vivere in America. Aveva nove anni quando la famiglia si trasferì, ma non ha mai dimenticato il colore del mare e il profumo dell’olio d’oliva di Moneglia.
La storia dell’umanità è fatta di spostamenti e migrazioni. Gli uomini migrano perché hanno piedi e non radici. Gli alberi hanno le radici. Gli uomini hanno il cuore per tornare nei luoghi in cui hanno dato e trovato amore e accoglienza.
Storie simili a quella di Michelangelo e dei suoi genitori ce ne sono molte altre a Moneglia.
Chi me ne racconta una?