autunno

Autunno: la stagione in cui i libri non starnutiscono né si raffreddano

Autunno: la stagione che più amo è iniziata.
Attendo il mese di ottobre con trepidazione- come un bambino la notte di Natale.
L’aria fresca, le foglie dorate sui viali, il profumo di castagne arrosto, le storie favolose sui funghi, le passeggiate in montagna e le luci della sera sono l’essenza del periodo dell’anno che più preferisco.
L’autunno, provoca in me un risveglio- compito che solitamente spetta alla primavera- e una nuova energia. Una gran voglia di fare.
Voglia di, di leggere di più, di scrivere di più. Di immaginare, sognare, fantasticare di più. Perché d’altronde tutti lo sanno, gli gnomi del bosco che tramano alle nostre spalle esistono sul serio. Mica come quel dicembre di Babbo Natale che potrebbe anche non essere vero!
Il colore dell’autunno è il marrone, che è il colore del legno. Con il legno si costruiscono librerie, che contengono libri. L’albero genealogico dei libri, è fatto con lo stesso legno della libreria, che ha lo stesso colore dell’autunno. Quindi non vedo perché i libri e l’autunno non debbano essere parenti. Forse cugini lontani, chissà.
I libri hanno una loro stagionalità- non ai livelli del formaggio, ma quasi- nel senso che si devono scegliere alcuni titoli se inverno o primavera, altri se estate o autunno. Forse sbaglio? Il mese ideale per calarsi al meglio nella storia di “Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, non è forse contenuto nel titolo? Analogamente, “La bella estate” di Cesare Pavese o “Una notte di mezza estate” di William Shakespeare.
I libri vogliono bene al loro cugino autunno, perché insieme a lui non sudano mai- come d’estate-, non si raffreddano mai- come d’inverno-, né starnutiscono mai- come in primavera. Ma riescono a godersi l’aria fresca dei pomeriggi al parco, il sole tenue della spiaggia senza più turisti, il silenzio sui gradini ai piedi di una cattedrale di una grande città.
L’autunno è uno stato d’animo, un pensiero, un proposito buono. I libri, ugualmente.
In quanti la pensano come me? 🙂