Buzzati, piacere! – lo scrittore entra nella Boutique del Mistero e si presenta

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. 

Dino Buzzati è tra i miei autori preferiti. Amo il suo stile asciutto e analitico, il suo carattere introverso e la sua aria assorta, compita, quasi assente- tanto da essere soprannominato dai colleghi “il cretinetti”. Amo il suo modo di raccontare le storie, di scrivere articoli, di interpretare la realtà.

Dino Buzzati Traverso nasce il 16 ottobre 1906 a Belluno, in Veneto. Ma trascorre gran parte della sua vita a Milano, città in cui emerge come scrittore, giornalista, scenografo, illustratore.
Appassionato di escursioni sulle Dolomiti, di romanzi di Dostoevski e di egittologia, viene assunto dal Corriere di via Solferino nel luglio 1928 e nell’ottobre dello stesso anno si laurea in legge. Nel frattempo porta avanti un articolato e stravagante diario personale, nel quale annota tutto ciò che cattura la sua attenzione, come gli occhi di Bibi, Beatrice Giacometti la ragazza di cui si innamora.
Nel 1939 parte per Addis Abeba, in qualità di inviato speciale. Trascorre un anno in Etiopia, sufficiente per creare legami affettivi e desiderare di tornarci una volta sbrigate le faccende in Italia. Prima di partire per la sua missione africana, consegna la sua Fortezza a Leo Longanesi, editore Rizzoli. Il manoscritto viene pubblicato nel giugno del 1940 con il titolo, Il deserto dei Tartari.  La sua vita è ricca di scritti, pensieri, immagini, luoghi, persone.

Ho incontrato Buzzati per la prima volta grazie al tenente Drogo, l’ho conosciuto meglio grazie al suo amore per Laide, la ballerina milanese della Scala, e me ne sto innamorando grazie ai 31 racconti della Boutique del mistero. Leggendo Buzzati mi vien voglia di visitare gli uffici di Via Solferino, in cui per lunghi anni ha lavorato; visitare i luoghi milanesi tanto minuziosamente descritti in Un Amore; di conoscere sua madre, di cui a lungo fa riferimento nelle lettere ad amici, parenti, amanti; di assaporare l’aria delle Dolomiti, di camminare su i suoi stessi sentieri.

Al momento la Boutique mi ha misteriosamente catturata. I racconti sono toccanti ed emozionanti, se letti al mattino ti accompagnano per tutta la giornata con il fiato sul collo,  se letti alla sera in sogni contorti.
La Boutique del mistero viene pubblicata per la prima volta nel 1968 dalla casa editrice Mondadori, con la quale firma un contratto il 25 novembre del 1940. I racconti, brevi e incisivi, svelano aspetti della sua personalità che nei romanzi non emergono. I temi sono meglio focalizzati e le immagini nitide. O forse solo apparentemente. Perché in realtà è un mistero capire cosa pensa davvero quell’uomo di nome Dino.

Non è semplice capire i pensieri e i sentimenti del giornalista- scrittore, sebbene molti siano gli articoli gli scritti le recensioni le interpretazione su di lui.