Flavio Fusi a Chiavari. Cosa significa essere di sinistra oggi.

flavio fusi

Nel momento dedicato alle domande, gli chiedono cosa significa essere di sinistra oggi.

Flavio Fusi– per oltre trent’anni al TG3- è stato corrispondente da New York e poi da Buenos Aires, con riferimento per l’intera America Latina. È stato capo della redazione esteri del TG3.

Ieri, giovedì 14 dicembre, si trovava a Chiavari presso la sala presidenziale della Società Economica, per presentare il suo libro “Cronache Infedeli“. Intervistato e introdotto da Roberto Pettinaroli– responsabile edizione Levante Il Secolo XIX- ha descritto attraverso immagini e ricordi gli anni trascorsi all’estero, realizzando così un quadro nel quale la Storia- con la S maiuscola- incontra la storia di uomo che ha svolto con passione e dedizione il proprio mestiere per lunghi anni.

Riporta alla memoria la caduta del muro di Berlino, il genocidio in Ruanda, le elezioni di Nelson Mandela. Racconta della sua casa a New York, poco distante dalle Torri Gemelle. Parla del Sud America, di Cuba, del Che Guevara.
Ricorda la giornalista e fotoreporter Ilaria Alpi– collega e amica- assassinata nel 1994 a Mogadiscio insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin.

Gli episodi, gli uomini e le donne descritti nel suo libro, “Cronache Infedeli”, incontrano e si intrecciano con la Storia.  Quest’ultima- afferma l’autore- ha conosciuto “marce indietro terribili”. « Se imparassimo sempre dalla Storia, vivremmo nei migliori dei mondi possibili. Ma purtroppo così non è.»

– Cosa significa per lei essere di sinistra oggi? Gli chiede un uomo seduto al centro della sala.

« Essere un uomo si sinistra, oggi, dal mio punto di vista, significa essere solidali, credere nell’uguaglianza, essere buoni cittadini, saper vivere in un contesto democratico. Ma, soprattutto, respingere ogni tipo di razzismo.» afferma il giornalista.

Alcuni recenti fatti di cronaca, dai quali è emerso un atteggiamento fascista, per esempio il caso dell’irruzione dei skinhead durante la riunione di un’associazione pro-immigrati a Como, lasciano spazio all’interpretazione. Casi isolati, folklore, fanatici senza capo né coda, oppure campanelli d’allarme? Punte di iceberg di un fenomeno sociale ancor più preoccupante?

« Non bisogna sottovalutare nulla. Quello che sta accadendo è inquietante.»