Nuvole come libri. Per tutti i lettori che non hanno mai smesso di essere bambini e sognatori

nuvole

Nuvole come libri. 

Amélie corse a perdi fiato fino al punto più alto del promontorio. E lui con lei. Sotto, il mare si infrangeva fragorosamente contro gli scogli. Amélie alzò lo sguardo al cielo, e rimase in silenzio.
—Perché mi hai portato qui?— chiese lui, incuriosito.
— Per mostrarti la bellezza delle nuvole— rispose Amélie, senza staccare gli occhi dal cielo.
Lui rimase in silenzio. Conosceva bene Amélie, e sapeva che quello era per lei un momento importante.

Dopo intensi attimi di intimi pensieri, Amélie rivelò di amare le nuvole, perché sono come i libri.
—Le nuvole, proprio come i libri ti fanno sognare. Con le loro bizzarre forme, creano immagini. A volte, alzando gli occhi al cielo, ti pare di vedere un drago, una balena, un castello che, il momento dopo spariscono e- con una folata di vento- si trasformano in navi, cavalli e caramelle giganti.
Le nuvole raccontano storie, inventano personaggi, scelgono la trama. Sono cariche di elettricità, ti scuotono l’anima e la mente. Sono leggere, ma intense. Sviluppano l’immaginazione e la fantasia. Ti tengono alta la testa.

— Ma i draghi e i castelli nuvolosi non esistono solo nella mente dei bambini?— disse Lui.

— Esistono nella mente di tutti i lettori, che non smettono mai di essere bambini— rispose Amélie, accennando un sorriso, dischiudendo leggermente le labbra.

Mancava una manciata di minuti all’apertura pomeridiana della piccola libreria del centro, di cui Amélie era responsabile. Così Lei prese la mano di Lui e corsero via, per non arrivare in ritardo.

Le nuvole rimasero a guardare, divertite.