Muccino aveva in mente Agatha Christie? – A casa tutti bene

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A casa tutti bene
di Gabriele Muccino

Muccino aveva in mente Agatha Christie? 

A casa tutti bene, nuovo film di Gabriele Muccino— uscito nelle sale il 14 febbraio— è ambientato su un’isola. Un’intera famiglia si riunisce per la celebrazione delle Nozze d’Oro dei nonni.
Una trama fin troppo esile che lascia spazio, nella seconda parte del film, agli sfoghi interiori dei protagonisti.
Un’isola, un’occasione, gli inviti, il traghetto, la grande casa, la calma apparente, il mare mosso, l’impossibilità di tornare a terra, l’obbligo di rimanere fermi, il confronto, lo scontro e poco a poco, uno dopo l’altra, le vittime. A casa tutti bene, per tutti questi aspetti, mi ha ricordato Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

L’isola che accoglie, poi imprigiona. L’isola che impedisce di fuggire dai problemi, dalla realtà. L’isola che smaschera. L’isola, luogo stra-ordinario come antitesi della quotidianità, della routine. L’isola che alla fine ti lascia andare, diverso o sempre lo stesso. Ciò che accade sull’isola sembra rimanere sull’isola.
Ogni personaggio porta con sé una maschera, una storia, un tormento. L’isola mette in luce tutte le felicità mancate e i ricordi di felicità. A un certo punto, l’apparente stabilità emotiva che serpeggia tra i familiari, raggiunge un punto di rottura, e tutto precipita, ad effetto domino.

Muccino sceglie un cast mozzafiato, e riesce a conferire ad ogni volto noto la giusta luce. Nessuno rimane in ombra. Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Stefania Sandrelli, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, e moltissimi altri ancora, trovano il proprio spazio sul palcoscenico, allestito su quest’isola-teatro. 

Chi torna a casa sano e salvo? Le coppie che sembrano rimanere immuni dalla tempesta isolana, e anzi rafforzano il proprio rapporto, sono solo due. L’una, adulta, composta da Massimo Ghini e Claudia Gerini mentre l’altra, giovane, da Elena Cucci e Renato Raimondi. La prima ritrova l’amore, seppur nella difficoltà della malattia, la seconda trova l’amore, in tutto lo splendore della giovinezza.

Il titolo, A casa tutti bene, rispecchia perfettamente l’anima del film: una felicità apparente, dietro alla quale si nascondono tormenti; una risposta preconfezionata, di quelle da messaggio multiplo durante gli auguri di Natale.