In esclusiva da Moneglia: la storia di Sara Fioravanti

 

Sara Fioravanti, 22 anni, di Moneglia, è l’unica ragazza del Tigullio a suonare l’hang, particolare strumento a percussioni.

Che tipo di strumento è l’hang?

« L’hang- dal tedesco “mano”- è uno strumento musicale a percussioni, nato a Berna, in  vizzera, nel 2000. In Italia si è diffuso con il nome di “hang pan” o “hand pan”, proprio perché somiglia ad una grande padella.»

Dove si acquista?

« L’hang non si trova né nei negozi di musica né online. Ebay ne vende alcuni, ma di pessima qualità. Si tratta di uno strumento prodotto a mano, su richiesta, da abili artigiani del settore, presenti solo in alcune città.»

Per esempio?

«A Pontecurona, a pochi km da Tortona, in Piemonte. Lì si trova il laboratorio di Marco Della Ratta, il ragazzo che ha realizzato il mio hang, in metallo, con un peso di quasi 5 kg. Poi a Rimini dove lavora Tommaso Varriale, con il quale sono in contatto.»

Un vero e proprio pezzo unico.

« Esatto. Unico in tutti i sensi. Si differenzia infatti da tutti gli altri strumenti. Chi lo suona, instaura con esso un rapporto simbiotico, tale che se non lo provi in prima persona è difficile da comprendere.»

Come hai conosciuto l’hang?

« L’ho visto per la prima volta a Praga, durante una gita scolastica, diversi anni fa. Con i miei compagni passeggiavamo nelle vie della città e ad un certo punto, un suono armonico e affascinante, mi ha completamente catturata. All’angolo della strada c’era un ragazzo che suonava questo strumento, all’epoca per me sconosciuto. Al ritorno a casa, non ho resistito, e ho fatto di tutto per averlo. E non è stato semplice.»

Ce l’hai fatta grazie alla tua determinazione. In quanti suonano l’hang?

«Nella mia zona, il Tigullio, sono l’unica a possederlo e a suonarlo. In Italia un bel po’, non saprei con esattezza.»

Cosa provi ad essere la sola, in questo ambito?

« Un po’ mi emoziona, ma lo comprendo data la particolarità dello strumento.»

Ora parliamo di te. Come è nata la passione per la musica?

« Avevo otto anni, frequentavo danza classica. Poi un giorno a scuola distribuirono un volantino in cui si presentava un corso di pianoforte. Mi aveva incuriosito, così decisi di lasciare la danza e di iscrivermi alle lezioni di musica. Mia madre non voleva. Ho insistito. Da quel momento scoprii la musica e non l’abbandonai più.»

Dove si tenevano le lezioni?

« A Moneglia, in una piccola sala della parrocchia di S.Giorgio. Devo ringraziare anche la mia insegnante, Debora Simoni, se amo così tanto le discipline musicali.»

E poi?

« Continuai sempre a studiare musica, privatamente. Seguii le lezioni al Centro Artistico Musicale (CAM) di Lavagna, che mi diede una grande formazione.

Sei di Moneglia, ma attualmente vivi a Bologna.

« Sì. Vivo e studio a Bologna da alcuni anni. Sono iscritta alla facoltà di Informatica. Dopo la laurea triennale, ho in mente di trasferirmi a Milano, per frequentare i corsi di Suono e Musica al Politecnico.»

Progetti musicali in programma?

« Ho in mente di incidere un disco, con base musicale hang e pianoforte. Sarà possibile grazie a Corrado Barchi- musicista e compositore di Moneglia- con il quale collaboro da tempo.»