amore di libro

L’Amore è quando…

Amore è ciò di cui tutti parlano.
Amore nelle canzoni, nelle poesie, nei romanzi, nelle scritte sui muri. Amore platonico, fisico, mentale. Amore per lei, amore per lui. Amore tra lei e lei, amore tra lui e lui. Amore.
Ma cosa vuol dire Amore? Tutti lo sanno, ma nessuno lo sa spiegare, perché L’Amore- per sua stessa natura- si vive, si sente, si prova ma non si descrive, almeno a parole.
L’amore è personale, ognuno ne ha un’idea diversa.
Per me l’amore è un libro, senza copertina né titolo né autore. Solo la storia. Una storia emozionante, misteriosa, intrigante. Un libro impacchettato in una carta da pacchi, semplice e grezza, con su scritto delle parole, tratte da una vecchia poesia francese.
Un libro regalato, o meglio, donato in un luogo senza tempo come per esempio un prato, una spiaggia, la cima di un monte. Ma forse, come luogo, preferisco il letto. Un libro donato sotto le coperte, con la sola luce della torcia e il solo calore dei corpi.
Per me l’amore è anche il nome di una stella. Credo che non ci sia niente di più dolce e intimo di ritrovarsi la notte, abbracciati, con il naso all’insù, a scegliere insieme il nome ad una stella.
Per me l’amore è un fiore di un campo. Un fiore appassito, senza acqua né ossigeno. L’amore è prendersi cura di quel fiore e farlo rinascere, senza coglierlo mai. Sarà il fiore più bello del campo. E come tutte le cose belle, curate con amore, continuerà a vivere. Alcuni dicono per sempre.
Amore è anche comprare un regalo per chi non c’è ancora… qualcuno che lo scarterà tra chissà quanti anni, e quel giorno capirà che amore non è solo cuore ma anche testa, pensiero, desiderio.

giovane cinema

Una storia giovane e bella

Giovane il regista, Damien Chazelle, e giovane la storia raccontata in La la Land, film successo del 2017.
Damien, con una ristretta filmografia di qualità alle spalle, a solo 32 anni, ha messo in scena una delle storie d’amore più originali degli ultimi…quanti anni?
Figlio di una scrittrice e di un informatico, ha ereditato la capacità di raccontare in modo analitico storie umanamente complesse.
Emma Stone interpreta Mia, e Ryan Gosling Sebastian, i protagonisti della storia.
Mia e Sebastian sono due giovani, belli e innamorati, e come tutti i giovani sognano, lottano, sbagliano.
Entrambi cercano una strada su cui far percorrere i propri sogni: diventare attrice per Mia, e  suonatore jazz per Sebastian. Entrambi si dimenano in una Los Angeles cinematograficamente e musicalmente caotica e agguerrita. Entrambi si mettono in gioco, conoscono le delusioni e la fatica- accettate grazie all’amore e all’entusiasmo- e infine, entrambi conoscono il successo e le soddisfazioni- ormai prive di senso perché divisi da scelte individuali.
La la Land, presentato come un musical, parti cantate alternate a parti recitate, è anche una commedia, un drammatico e un sentimentale. Ma forse ancora qualcosa di più. E in quel qualcosa consiste la sua originalità, qualità e caratteristica di essere un reale prodotto artistico. Invita a riflettere su se stessi e sul rapporto di coppia; sul peso delle decisioni; sul nostro posto nel mondo; sull’importanza dei sogni e della realizzazione professionale; sulle priorità, e infine, sull’amore.
Qual è il vero amore? Quello per il quale valgono le rinunce e i ripensamenti al fine dell’unione di coppia? O quello che, indipendentemente dallo stare insieme, ti permette di realizzare i tuoi sogni e la tua carriera?
Mia e Sebastian fanno la loro scelta, o forse si lasciano scegliere, da quei sogni più forti di loro, da quel desiderio di carriera più appagante della routine sentimentale.
Poco prima dei titoli di coda, Mia e Sebastian si guardano per un’ ultima volta, accennano un sorriso perché hanno capito qual è il vero amore, o quello che si sarebbero meritati.

libro in soffitta

La storia nascosta

La storia nascosta.

Oggi mi è accaduto un fatto strano e al tempo stesso emozionante. Qualcosa che ha rimesso in moto tanti desideri, e scatenato altrettanti pensieri. Di che cosa sto parlando? Di una storia.
Sono tornata dal lavoro, dopo una lunga mattinata fuori casa. Anche se ero molto stanca, dovevo sistemare alcune scatole di vecchi quaderni, su di sopra, nella soffitta. Non ne avevo gran voglia.
Ho deciso così di fare in fretta, di togliermi il dente in minor tempo possibile. Ho portato su la prima scatola, e l’ho accatastata sopra una vecchia valigia. Poi la seconda scatola, e l’ho lasciata poco vicino alla prima. Infine la terza ed ultima scatola. Posto per questa ce n’era poco, così ho dovuto spostare altre aggeggi, impolverati e dimenticati.
Durante gli spostamenti si  fa largo un libro dalla copertina rigida.
Non mi sembrava di averlo mai visto prima, la copertina non la riconoscevo. Il nome dell’autore non era completo, comparivano solo le iniziali M.D. Il titolo invece proprio non c’era.
Spinta dalla curiosità lo aprii, voltai le pagine a caso, e mentre lanciavo occhiate qua e là. Poi ad un certo punto, una frase catturò la mia attenzione. E anche la frase successiva. E quella dopo ancora. Cominciai a leggere.

Quanto siamo alti? Disse lui
Tanto da sentire il respiro delle stelle. Rispose lei.
-Tanto da sentire il tuo profumo nella camera.
-Tanto da sentire il tuo nome scoppiare nel cuore.
-Tanto da sentire te e chiedersi che senza abbia senza te.
Tanto da chiedersi dove sei e perché non sei qui con me.
-Tanto da chiedersi il perché e voler essere lì con te.
-Dove ci vediamo? Prendo il primo pensiero e vengo da te.
-Ci vediamo in Africa o in una notte di rock’n’roll o da Tommaso e Giulia.
-E poi ti auguro un buongiorno, come lo si augura alle stelle,
perché te come loro, oggi, non ti vedi ma ci sei.
E brilli forte perché vicini i nostri cuori,
mentre inafferrabili i nostri corpi.

la mia cosa bella

-una cosa bella? chiese lei.
-solo una? disse lui.
-si, solo una. purché sia la più bella. rispose lei senza esitare.
-era il suo sguardo tremante, la noncosa più bella.
-tremante, perché sapeva che lui era lì, di fronte ai suoi occhi.
la baciò.
e lei baciò lui.
-in quel vento si sentivano liberi.
-lo erano.

 

Lei e Lui sanno che esistono una miriade di piccole cose belle. Ciascuna di queste cose aveva una bellezza, sua particolare. Ciascuna di queste cose viveva intorno a loro. Loro le respiravano.
Lei conosceva il profumo di lui, dolce e caldo; conosceva la voce di lui, profonda; conosceva la lunghezza dei suoi capelli, per tutte le volte che ci ha sprofondato la mano; conosceva la sfumatura del colore dei suoi occhi e la morbidezza delle sue orecchie. Lei, di lui, conosceva il nome.
Lui ad occhi chiusi ricorda i movimenti di lei. Di lei quando si stringe nelle spalle. Di lei quando, con le piccole mani, afferra la penna. Di lei  quando si scioglie i capelli. Di lei quando dolcemente si veste. Di lei quando, sotto la doccia, si accarezza. Di lei quando piange. Lui, di lei, conosceva il nome.
Lui e Lei, per quanto lo negassero ancora a se stessi, non erano più due sconosciuti. O forse non lo erano mai stati. Forse il loro destino era incontrarsi. Se esiste un destino. Se nel destino ci credi.
Conoscere il nome dell’altra persona, della persona che ami, significa conoscere l’altra parte di sé.
Dal momento in cui ti innamori, cominci ad avere due nomi: il tuo e il suo. Pur rimanendo due persone distinte, non diverse, distinte. Non è la stessa cosa.
Quando ti innamori, per davvero, capisci di avere di fronte la persona giusta perché questa è come te. Come te nel modo di pensare, come te nei valori in cui credere, come te nei sogni e nei desideri.

serendipity: lei e lui

Lei lo aspettò per tutto il giorno. Ma lui sembrava non arrivare mai. Il tempo passava, la luce calava, e il freddo si faceva sentire sempre più fitto. Lei controllò l’orologio per l’ultima volta e poi si addormentò, su una coperta al lato di una piccola barca da pesca. Poi ad un certo punto.
Ad un certo punto un’ombra di fronte a lei le coprì il viso. Lei si svegliò, si tirò su, mosse le labbra per pronunciare qualcosa che nessuno udirà mai. Lui non le diede neppure il tempo di capire, e la baciò.
Lei venne baciata d’un bacio nuovo, mai visto prima. Quel bacio le fece dimenticare tutto: il suo passato, la sua fuga, la sua disavventura, quell’uomo che ora vive nell’oblio, nei ricordi di chi vuol dimenticare.
Lei si sentiva scossa fino nel profondo. Quel suo corpo esile e giovane, tutto infreddolito, tremava per la gioia di un nuovo inizio, di una nuova vita.
Lui allora le prese le mani e la condusse laddove si può udire il rumore di chi sa tacere.
In silenzio, come due anime guidate da uno spirito celeste, si diressero.
In quel momento lei si rese conto di non avere di fronte l’uomo che stava aspettando.
Chi era allora quel lui che dal buio era giunto? Quel lui che la fece rabbrividire di emozione? Quel lui che di lì a poco sarebbe scomparso per un attimo o forse per sempre?
Lei continuava a stringere la mano e a farsi guidare da quel perfetto sconosciuto. E questo la emozionava ancor di più, la eccitava profondamente.
Giunti in quel luogo misterioso, mantennero il silenzio, per lunghi istanti in cui si guardarono dritti negli occhi.
Lei pensava che l’amore è pazzo, si sprigiona nei momenti meno opportuni, quando meno te lo aspetti, di fronte a chi non conosci; pensava di essere folle, come desiderava da tempo.
Lui invece era lì, in piedi, con le mani lungo la vita di lei, e si domandava dove potesse esistere creatura più bella e attraente di lei. Di lei, di cui non conosceva neppure il nome.

Nella stanza- dopo l'Amore

Da tempo non si vedeva un’estate così calda.

Una leggera penombra avvolgeva la stanza.

Le lancette del grande orologio erano tornate a scorrere piano, ormai in sintonia con i corpi dei due ragazzi adagiati sul letto, che lentamente sospiravano l’un l’altra.

Lui ricopriva il corpo di Lei, il cuore e la mente di Lei, con uno sguardo intenso e persuasivo.
Lei si sentiva viva e nuda, con i suoi pensieri e le sue voglie di fronte a Lui, di cui conosceva solo il nome e qualche sogno, sparso qua e là, tra un vorrei e un potrei.

La stanza era calda, il sole filtrava appena dai piccoli fori della tapparella.

I corpi dei ragazzi erano sudati: le loro pelli umide e lisce si sfioravano in un morbido abbraccio.

Era pieno pomeriggio. Il mondo, al di fuori, scorreva a gran velocità, come sempre. Mentre i ragazzi , nella stanza, avevano deciso che quel tempo dovesse essere loro, e che non fosse giusto che il divenire glielo portasse via. Così giocarono con l’eternità: la presero in mano e la inserirono all’interno dei secondi e dei minuti, in modo che quell’ora che riuscivano a concedersi quasi ogni giorno, durasse e fosse loro per sempre.
Le lancette erano di nuovo fuori controllo.

 

Together

pensiero di un momento,
di un’anonima- o forse no, perché nulla è anonimo- sera di metà maggio.

quanto sono belle- perchè belle è l’aggettivo giusto, semplice e intenso- quelle coppie di fidanzati che “fanno le cose in due”. Quelle coppie che condividono, oltre alle gioie e ai dolori quotidiani, uno stesso sport, uno stesso interesse, se non addirittura lo stesso lavoro.
Li vedi, tutti e due, impegnarsi nello stesso momento per la stessa cosa in cui credono. E proprio in quell’istante, l’attimo di uno sguardo,per gli occhi di chi li guarda, sono bellissimi.

Non mi credete? E allora andate, andate a vedere…
Andate ad osservare i vostri genitori quando in due vogliono cucinare, quando in due vanno al quel corso “a cui si deve arrivare puntuali”, quando lui suona e lei canta, quando in due scelgono la tovaglia per la casa, quando vogliono leggere lo stesso libro- e cosi lei lo legge ad alta voce e lui vuole vedere le parole.
Andate ad osservare quelle coppie di vostri amici che insieme vanno in piscina, a tennis, in palestra. Insieme a teatro, insieme nell’iniziativa di volontariato. Insieme in un viaggio “che ti cambia la vita”. Insieme senza benzina, insieme sotto la pioggia, insieme nelle litigate, insieme ad un esame.

Dai, non dite no. Quanto sono belle?  

 

con i miei occhi

Vieni. Vieni a vedere come si vive qui, con il cuore in mano, i pensieri sospesi, le mani scoperte, in punta di piedi. Scendi, allontanati dalle tue sicurezze e vieni qui. Il mondo è caos puro. Ma almeno capirai come mi sento, cosa provo quando a travolgermi non sono le onde del mare ma un flusso irrefrenabile di pensieri, paragonabile ad una mandria di cavalli imbizzarriti.

Fidati ciecamente

 Genova Nervi, passeggiata mare

M:Ora chiudi gli occhi e stringi la mia mano, se preferisci abbracciami.
F: Cosa facciamo?
M: Cammineremo abbracciati, tu con gli occhi chiusi…io ti guiderò!
 F: Va bene, ma non fare scherzi…

Domenica pomeriggio di sole, piacevolmente fresca.
Un mare mosso, ma non troppo; persone che passeggiano, qua e là; cani al guinzaglio; bambini su pattini, monopattini, biciclette; fidanzati mano nella mano, coppie di anziani signori, mamme e papà.
Occhiali da sole, caschi sottobraccio, gelati, macchine fotografiche, selfie, libri, cuffiette, passeggini, borse griffate…

C’è questo, solo questo, se guardi senza sentire, vedi senza osservare, pensi senza ragionare.

Prova a chiudere gli occhi, a percorrere la stessa strada ad occhi chiusi.
Fallo con qualcuno di cui ti fidi ciecamente, qualcuno per cui chiuderesti un occhio, o forse tutte e due, qualcuno che riusciresti a vedere anche al buio.

A quel punto smetti di essere spettatore, penetri a poco a poco nella realtà, in una dimensione sensoriale fatta di suoni e odori-musiche e profumi-, e diventi protagonista.

Percepisci il sole come un abbraccio. Lo cerchi, come un neonato la mamma;
Il mare come un oceano, infinito e misterioso;
Le persone come presenze lontane.
Dei bambini senti solo le risate, degli innamorati il suono dei baci, degli anziani i sospiri della tarda età.
Profumo di brezza marina, di fiori, di piante di ogni tipo. Ogni cosa ha il suo odore, chiaro e ben definito.

Cammini ad occhi chiusi, ma a cuore aperto.

Fidati di chi ti cammina accanto, di chi ti stringe la mano, di chi dice di esserci perchè ti farà vivere, viaggiare su altri mondi senza staccare i piedi da terra.


Giovani e belli, come gli eroi

M: non ho altro pensiero, nulla mi trattiene…ho solo voglia di te e di esplorare, come un treno che ti passa dentro senza stazione!

F: …e allora andiamo! Partiamo! Siamo insieme, siamo io e te! Ti seguirei fino in capo al mondo! Io senza te non ci sto!

 

Gli avevano detto che non sarebbero sopravvissuti all’uragano.
Ma nessuno sapeva che erano loro l’uragano.