serendipity: lei e lui

Lei lo aspettò per tutto il giorno. Ma lui sembrava non arrivare mai. Il tempo passava, la luce calava, e il freddo si faceva sentire sempre più fitto. Lei controllò l’orologio per l’ultima volta e poi si addormentò, su una coperta al lato di una piccola barca da pesca. Poi ad un certo punto.
Ad un certo punto un’ombra di fronte a lei le coprì il viso. Lei si svegliò, si tirò su, mosse le labbra per pronunciare qualcosa che nessuno udirà mai. Lui non le diede neppure il tempo di capire, e la baciò.
Lei venne baciata d’un bacio nuovo, mai visto prima. Quel bacio le fece dimenticare tutto: il suo passato, la sua fuga, la sua disavventura, quell’uomo che ora vive nell’oblio, nei ricordi di chi vuol dimenticare.
Lei si sentiva scossa fino nel profondo. Quel suo corpo esile e giovane, tutto infreddolito, tremava per la gioia di un nuovo inizio, di una nuova vita.
Lui allora le prese le mani e la condusse laddove si può udire il rumore di chi sa tacere.
In silenzio, come due anime guidate da uno spirito celeste, si diressero.
In quel momento lei si rese conto di non avere di fronte l’uomo che stava aspettando.
Chi era allora quel lui che dal buio era giunto? Quel lui che la fece rabbrividire di emozione? Quel lui che di lì a poco sarebbe scomparso per un attimo o forse per sempre?
Lei continuava a stringere la mano e a farsi guidare da quel perfetto sconosciuto. E questo la emozionava ancor di più, la eccitava profondamente.
Giunti in quel luogo misterioso, mantennero il silenzio, per lunghi istanti in cui si guardarono dritti negli occhi.
Lei pensava che l’amore è pazzo, si sprigiona nei momenti meno opportuni, quando meno te lo aspetti, di fronte a chi non conosci; pensava di essere folle, come desiderava da tempo.
Lui invece era lì, in piedi, con le mani lungo la vita di lei, e si domandava dove potesse esistere creatura più bella e attraente di lei. Di lei, di cui non conosceva neppure il nome.

Fidati ciecamente

 Genova Nervi, passeggiata mare

M:Ora chiudi gli occhi e stringi la mia mano, se preferisci abbracciami.
F: Cosa facciamo?
M: Cammineremo abbracciati, tu con gli occhi chiusi…io ti guiderò!
 F: Va bene, ma non fare scherzi…

Domenica pomeriggio di sole, piacevolmente fresca.
Un mare mosso, ma non troppo; persone che passeggiano, qua e là; cani al guinzaglio; bambini su pattini, monopattini, biciclette; fidanzati mano nella mano, coppie di anziani signori, mamme e papà.
Occhiali da sole, caschi sottobraccio, gelati, macchine fotografiche, selfie, libri, cuffiette, passeggini, borse griffate…

C’è questo, solo questo, se guardi senza sentire, vedi senza osservare, pensi senza ragionare.

Prova a chiudere gli occhi, a percorrere la stessa strada ad occhi chiusi.
Fallo con qualcuno di cui ti fidi ciecamente, qualcuno per cui chiuderesti un occhio, o forse tutte e due, qualcuno che riusciresti a vedere anche al buio.

A quel punto smetti di essere spettatore, penetri a poco a poco nella realtà, in una dimensione sensoriale fatta di suoni e odori-musiche e profumi-, e diventi protagonista.

Percepisci il sole come un abbraccio. Lo cerchi, come un neonato la mamma;
Il mare come un oceano, infinito e misterioso;
Le persone come presenze lontane.
Dei bambini senti solo le risate, degli innamorati il suono dei baci, degli anziani i sospiri della tarda età.
Profumo di brezza marina, di fiori, di piante di ogni tipo. Ogni cosa ha il suo odore, chiaro e ben definito.

Cammini ad occhi chiusi, ma a cuore aperto.

Fidati di chi ti cammina accanto, di chi ti stringe la mano, di chi dice di esserci perchè ti farà vivere, viaggiare su altri mondi senza staccare i piedi da terra.