piccole gioie

Mi piace quel bar che fa angolo. Affaccia su piazza Fenice, e uscendo dalla biblioteca lo noti subito. Le sedie con i tavolini occupano un piccolo spazio della piazzetta, sono tutti colorati- di stili diversi- e quando i raggi di sole li abbracciano, diventano ancora più belli.
Io passo spesso di lì, ancora più spesso di proposito, perché sono curiosa e affascinata, e le persone sedute sono rilassate, si godono la loro bevanda o il loro spuntino. Chissà di cosa parlano! Mi piace vedere quei volti che sorridono, l’uno di fronte all’altro, mentre si sorseggia un caffè.
Il locale ha tutta l’aria di essere un posto tranquillo e sereno. Toni pacati e cortesi quelli con cui camerieri e baristi accolgono i clienti.
Non è un bar frenetico e caotico, di quelli in cui, per esempio, si fa colazione di corsa: un caffè al volo, in piedi; una brioche al volo, mentre esci; un grazie e arrivederci al volo, mentre sei già fuori, con il telefono in mano e la testa altrove.
Ancora non sono entrata. Non so se lo farò. Mi piace molto più viverlo da fuori. Continuare a immaginarlo e pensarlo così.
Ma un giorno entrerò, e lo farò con la persona giusta. Con una persona che mi farà ridere e diventare rossa, mentre sorseggio il mio caffè. O forse il mio tè freddo alla pesca.

la città che non c'è… o forse si!

Tanti, troppi impegni.
Sveglia alle sei. Telefonate, messaggi, email. Studio, esami, scadenze. Lavoro.
Tutto, tutto insieme.
A volte vorrei scappare, non solo mentalmente!!
Ma per andare dove?
Io vorrei volare in una città lontana, ricca di colori e odori, luci e musiche. Una di quelle città in cui nelle piazze si suona il tamburo; in cui gli artisti si esibiscono in ogni angolo; in cui donne alla finestra regalano frutta ai passanti; in cui il sole tramonta tardi; in cui ci sia il mare, piccole spiagge; in cui ci sia una libreria antica piena di libri di scrittori sconosciuti.

Qualcuno ha idea di quale possa essere il nome di questa città?