rosa

Rosa gialla, regalata in un giorno di pioggia

Ho ricevuto una splendida rosa gialla (foto), in un grigio giorno di pioggia.
Nessuno pensa ai fiori, alle rose, alle sorprese nei giorni di pioggia. Ma la mia piccola rosa gialla è arrivata, e con minuscole gocce d’acqua si è fatta avanti.
È una rosa diversa da tante rose uguali- per colore, forma e pensieri. Sì, esatto, pensieri.
La mia rosa gialla ha pensieri saltellanti, come quelli di un piccolo grillo felice, di quei grilli che lungo i campi corrono nelle mattine d’estate.
La mia rosa gialla ha pensieri canterini, come quelli dei colibrì, di quei colibrì che si fanno largo nell’aria aperta e nel forte vento del nord.
La mia rosa gialla è timida, come un bambino innamorato, di quei bambini che ancora scrivono poesie per la loro compagna di banco.
La mia rosa gialla è felice perché per sempre resterà tra le dita di chi ama e amore darà.

 

fiori

Fiori, libri e… cos’altro per essere felici?

Fiori come i libri: generi, odori, storie diverse 

“Le belle mani sono rare come gli alberi di palissandro in fiore, in una città in cui le facce graziose sono comuni come le smagliature nelle calze da un dollaro.”

-Raymond Chandler-

Sai chiudere gli occhi, portarti un fiore al naso e annusarlo?
Il gesto non è così semplice e scontato come può sembrare. Infatti, quand’è l’ultima volta che lo hai fatto?
Siamo capaci di fermarci un momento, respirare osservare captare, e poi ripartire dolcemente?
Sempre così di corsa, affannati, di fretta che ci manca il tempo. Il tempo di un gesto piccolo piccolo come quello di annusare un fiore.

I fiori- si sa- sono molti, di tutti i tipi. E per certi versi, credo, siano simili ai libri. Esatto, simili ai libri. Perché i fiori proprio come i libri si suddividono in genere, colore odore e storie. I fiori raccontano storie così intriganti che neanche i libri se lo sanno spiegare.

Ho comprato un libro qualche giorno fa. Passeggiavo senza pensieri tra le bancarelle di oggetti usati- in una via del centro- e ad un certo punto mi sono fermata di fronte a quella dei libri. Ce ne erano tantissimi, ma solo uno mi ha colpita. L’ho scelto per il colore della copertina e per l’odore che emanava. L’ho scelto esattamente come si scelgono i fiori.

Una volta acquistato mi sono resa conto che raccontava una storia. E non mi riferisco alla storia narrata dall’autore attraverso le pagine. Ma la storia di cosa ha vissuto prima di ritrovarsi, capovolto sottosopra, in una bancarella di libri usati.

E anche i fiori, se sappiamo ascoltare osservare leggere, raccontano la loro storia.

Credo che ci siano oggetti- che fanno parte della nostra vita- che in un certo senso posso essere considerati della stessa famiglia. I fiori, i libri, la musica, i palloncini colorati sono tutti figli della poesia e di una certa idea di mondo.

Regalare, anzi donare, un fiore o un libro alla persona accanto a te, è il gesto d’amore più delicato dolce e travolgente che possa esistere.

Abbiamo a portata di mano tutto ciò che ci serve per essere felici. Basta poco. A noi la scelta.   

 

la mia cosa bella

-una cosa bella? chiese lei.
-solo una? disse lui.
-si, solo una. purché sia la più bella. rispose lei senza esitare.
-era il suo sguardo tremante, la noncosa più bella.
-tremante, perché sapeva che lui era lì, di fronte ai suoi occhi.
la baciò.
e lei baciò lui.
-in quel vento si sentivano liberi.
-lo erano.

 

Lei e Lui sanno che esistono una miriade di piccole cose belle. Ciascuna di queste cose aveva una bellezza, sua particolare. Ciascuna di queste cose viveva intorno a loro. Loro le respiravano.
Lei conosceva il profumo di lui, dolce e caldo; conosceva la voce di lui, profonda; conosceva la lunghezza dei suoi capelli, per tutte le volte che ci ha sprofondato la mano; conosceva la sfumatura del colore dei suoi occhi e la morbidezza delle sue orecchie. Lei, di lui, conosceva il nome.
Lui ad occhi chiusi ricorda i movimenti di lei. Di lei quando si stringe nelle spalle. Di lei quando, con le piccole mani, afferra la penna. Di lei  quando si scioglie i capelli. Di lei quando dolcemente si veste. Di lei quando, sotto la doccia, si accarezza. Di lei quando piange. Lui, di lei, conosceva il nome.
Lui e Lei, per quanto lo negassero ancora a se stessi, non erano più due sconosciuti. O forse non lo erano mai stati. Forse il loro destino era incontrarsi. Se esiste un destino. Se nel destino ci credi.
Conoscere il nome dell’altra persona, della persona che ami, significa conoscere l’altra parte di sé.
Dal momento in cui ti innamori, cominci ad avere due nomi: il tuo e il suo. Pur rimanendo due persone distinte, non diverse, distinte. Non è la stessa cosa.
Quando ti innamori, per davvero, capisci di avere di fronte la persona giusta perché questa è come te. Come te nel modo di pensare, come te nei valori in cui credere, come te nei sogni e nei desideri.