Nella stanza- dopo l'Amore

Da tempo non si vedeva un’estate così calda.

Una leggera penombra avvolgeva la stanza.

Le lancette del grande orologio erano tornate a scorrere piano, ormai in sintonia con i corpi dei due ragazzi adagiati sul letto, che lentamente sospiravano l’un l’altra.

Lui ricopriva il corpo di Lei, il cuore e la mente di Lei, con uno sguardo intenso e persuasivo.
Lei si sentiva viva e nuda, con i suoi pensieri e le sue voglie di fronte a Lui, di cui conosceva solo il nome e qualche sogno, sparso qua e là, tra un vorrei e un potrei.

La stanza era calda, il sole filtrava appena dai piccoli fori della tapparella.

I corpi dei ragazzi erano sudati: le loro pelli umide e lisce si sfioravano in un morbido abbraccio.

Era pieno pomeriggio. Il mondo, al di fuori, scorreva a gran velocità, come sempre. Mentre i ragazzi , nella stanza, avevano deciso che quel tempo dovesse essere loro, e che non fosse giusto che il divenire glielo portasse via. Così giocarono con l’eternità: la presero in mano e la inserirono all’interno dei secondi e dei minuti, in modo che quell’ora che riuscivano a concedersi quasi ogni giorno, durasse e fosse loro per sempre.
Le lancette erano di nuovo fuori controllo.

 

Giovani e belli, come gli eroi

M: non ho altro pensiero, nulla mi trattiene…ho solo voglia di te e di esplorare, come un treno che ti passa dentro senza stazione!

F: …e allora andiamo! Partiamo! Siamo insieme, siamo io e te! Ti seguirei fino in capo al mondo! Io senza te non ci sto!

 

Gli avevano detto che non sarebbero sopravvissuti all’uragano.
Ma nessuno sapeva che erano loro l’uragano.