autunno

Autunno: la stagione in cui i libri non starnutiscono né si raffreddano

Autunno: la stagione che più amo è iniziata.
Attendo il mese di ottobre con trepidazione- come un bambino la notte di Natale.
L’aria fresca, le foglie dorate sui viali, il profumo di castagne arrosto, le storie favolose sui funghi, le passeggiate in montagna e le luci della sera sono l’essenza del periodo dell’anno che più preferisco.
L’autunno, provoca in me un risveglio- compito che solitamente spetta alla primavera- e una nuova energia. Una gran voglia di fare.
Voglia di, di leggere di più, di scrivere di più. Di immaginare, sognare, fantasticare di più. Perché d’altronde tutti lo sanno, gli gnomi del bosco che tramano alle nostre spalle esistono sul serio. Mica come quel dicembre di Babbo Natale che potrebbe anche non essere vero!
Il colore dell’autunno è il marrone, che è il colore del legno. Con il legno si costruiscono librerie, che contengono libri. L’albero genealogico dei libri, è fatto con lo stesso legno della libreria, che ha lo stesso colore dell’autunno. Quindi non vedo perché i libri e l’autunno non debbano essere parenti. Forse cugini lontani, chissà.
I libri hanno una loro stagionalità- non ai livelli del formaggio, ma quasi- nel senso che si devono scegliere alcuni titoli se inverno o primavera, altri se estate o autunno. Forse sbaglio? Il mese ideale per calarsi al meglio nella storia di “Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, non è forse contenuto nel titolo? Analogamente, “La bella estate” di Cesare Pavese o “Una notte di mezza estate” di William Shakespeare.
I libri vogliono bene al loro cugino autunno, perché insieme a lui non sudano mai- come d’estate-, non si raffreddano mai- come d’inverno-, né starnutiscono mai- come in primavera. Ma riescono a godersi l’aria fresca dei pomeriggi al parco, il sole tenue della spiaggia senza più turisti, il silenzio sui gradini ai piedi di una cattedrale di una grande città.
L’autunno è uno stato d’animo, un pensiero, un proposito buono. I libri, ugualmente.
In quanti la pensano come me? 🙂

Moneglia: il sogno di Valentina diventa realtà quando meno se lo aspetta

Moneglia è un paese “di poche anime” secondo alcuni, “di poche persone” secondo me. Le persone che incontro hanno qualcosa da raccontare, e in ogni loro racconto colgo una bellezza fatta di piccole cose belle.
La storia di Valentina Orani è quella di un sogno che diventa realtà.
Valentina ha 31 anni, nata a Moneglia, è sposata, ha un figlio, una laurea in Scienze Pedagogiche e fino a qualche mese fa un sogno nel cassetto. Scrivere un libro.
Poi arriva il giorno in cui quel sogno dal cassetto vuole uscire…
-Valentina, come è nata l’idea di scrivere un libro?
« Sogno di scrivere un libro da sempre, dai tempi della scuola elementare. Alle medie poi ho incontrato un’insegnante a cui ho rivelato la mia passione per la scrittura. Lei ha creduto in me, e da quel momento in poi il mio sogno ha continuato a crescere.»
-“Il ladro senza volto (ovvero la concatenazione di eventi che portò all’arresto di un pinguino)” è il titolo del tuo libro. Qual è la concatenazione di eventi che ti ha permesso di iniziare a scrivere?
« Non è stato facile iniziare. Ho sempre cercato il momento giusto senza mai trovarlo. Un regalo inaspettato da parte di mia madre, un computer nuovo, accompagnato dalla frase “ho letto i tuoi racconti, mi sono piaciuti, ora puoi scriverli” e l’incoraggiamento di mio marito- che sempre ha creduto in me- mi hanno dato la forza che cercavo.»
– La protagonista del libro, la detective Doreen Dorsen, ha qualcosa in comune con l’autrice?
«
Sì, è imbranata esattamente come me! »
Il libro di Suellen Regys, pseudonimo scelto dall’autrice, appartiene al genere del giallo umoristico. Doreen Dorsen- la protagonista della vicenda- vive a New York, dove, da tempo, lavora come detective ad un caso abbastanza bizzarro e contorto. Solo grazie alla propria intelligenza, curiosità e passione riuscirà a venirne a capo.

Di Valentina mi ha colpito la simpatia, l’autoironia- dote più che pregio- e la capacità di trasformare in punti di forza i propri limiti e le proprie paure. Il libro è auto pubblicato, anche perché “Cerco l’approvazione di me stessa, non degli altri. La prima a credere in me devo essere io.”

 

Il libro: Il Ladro senza volto (Ovvero la concatenazione di eventi che portò all’arresto di un pinguino) di Suellen Regys

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Moneglia: dove andare per scegliere un buon libro?

Moneglia, piccolo paese di mare incastonato tra due promontori, Punta Moneglia e Punta Rospo, è il luogo del cuore sia dei suoi abitanti sia dei tanti turisti che ogni estate fanno visita. Un luogo ameno in  cui potersi rilassare e godersi il sole delle spiagge, l’ombra del viale di palme e le fritture miste dei tanti e graziosi ristorantini di pesce.
Moneglia, tenta di soddisfare un po’ tutti i palati: ampia scelta di gelaterie e focaccerie, gastronomie, pesce fresco e un lungo eccetera di gustosi prodotti tipici liguri.
A Moneglia non si viene solo per soddisfare gli appetiti, ma anche e soprattutto per arricchire l’animo, per esempio con la lettura di un buon libro.
E allora, dove poter andare per scegliere un libro?
Anche in questo caso la scelta è ampia, sebbene non ci siano delle vere e proprie librerie.

Libri presso stabilimenti balneari:

  1. “Bagni La Secca”

    Lmonegliaa casetta dei libri la potete trovare oltre la “prima galleria” in direzione Sestri Levante, presso “La Secca”– stabilimento balneare elegante e accogliente. I libri sono in prestito, a disposizione dei clienti. Si possono trovare titoli disparati, italiani e stranieri. Certamente non può mancare “Piccole donne crescono” di Louisa May Alcott. Letture per ragazzi e adulti che decidono di far fruttare il loro tempo sotto l’ombrellone…

 

2. “Bagni Monilia”

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Nel viale “dei voltini” trovate anche quello di Simone e Stefano, storici gestori dei Bagni Monilia. In terrazza, tra piante di ogni tipo, compare un piccola libreria- realizzata anche con la collaborazione dei clienti. Cosa leggere mentre bevo un caffè o mangio un gelato?
“Il rapporto segreto” di Tom Rob Smith o “Cose che nessuno sa” di Alessandro D’Avenia?
E se sono un bambino o una bambina? Allora… “Scooby Doo” o “Geronimo Stilton“.

Libri presso edicole-cartolerie:

3. “La Sfinge”

L’edicola-cartolibreria “La Sfinge”– per i monegliesi meglio nota come “da Alfio” e per i più giovani come “da Cimmi”- si trova nel centro storico di Moneglia. Non è una semplice edicola, ma un vero e proprio punto di incontro. L’angolo dei libri non può mancare: sia interno, sia esterno nella bella stagione. Puoi comprare e ordinare libri… oltre a quelli per i compiti delle vacanze! 

4. “Papiro”

 Il “Papiro” per quanto riguarda i libri, vende principalmente quelli per bambini- cartonati e colorati. Non manca qualche titolo per adulti e la mappa dei sentieri di Moneglia. Il negozio fa angolo con il caruggio, poco distante dalla gelateria Tre Archi.

 

5. “Edicola Calabrò”

Ho buoni motivi per pensare che anche l’edicola Calabrò abbia un nome. Ma, ahimè, come succede nei piccoli paesi in cui ci si conosce tutti, si finisce per chiamare un negozio con il nome ( o cognome) del proprietario dimenticando completamente quello reale. Ovviamente, chi lo sa, lo dica!!
Qui si possono trovare, nascosti tra i giochi per la spiaggia, diverse collane di libri per bambini, tra cui “Il Battello a Vapore”.

Libri in Focacceria:

6. “A fugassa du caruggiu”

La “fugassa du caruggiu” è il nome che i nuovi proprietari hanno dato alla piccola focacceria monegliese. Per lunghi anni si è chiamata “Cesare&Ornella” o “Ornella&Cesare” o meglio ancora “da Cesare” o “da Ornella”. Insomma, chiamata come si vuole, ma l’attuale Fugassa du Caruggiu è l’unica focacceria di Moneglia che possiede libri da prestare ai clienti. Una sorta di bookcrossing focaccioso. Nulla di più appetitoso…

Ma non è tutto qui… Per chi ha desiderio di scegliere con calma il suo libro può sempre:
recarsi in biblioteca
La Biblioteca “Clemente Dolera“- in via Caveri- all’interno dei giardini pubblici per bambini, dispone di romanzi di ogni genere, riviste e magazine.
attendere il Barattino
Per il week-end del 4/5/6 agosto è in programma un mercatino di libri- allestito nella piazzetta della posta. Frutto di passione e idee geniali, il mercatino-dei-libri-in-piazza è un appuntamento immancabile per tutti gli amanti della lettura, e non solo.
Infine, c’è un ultimo posto in cui poter trovare libri a Moneglia:
la sala d’attesa del dottor Giuseppe Avanzino.

Beh, per essere un piccolo paese- ligure per giunta- incastonato non tanto tra due promontori quanto tra le gallerie, senza una vera e propria libreria, mi sembra che se la stia cavando bene nel compito di far leggere e informare abitanti e turisti. 

 

maggio

Maggio: tempo di ciliegie e libri

Maggio è giunto ormai al termine. Poco a poco, si fa strada l’estate, e – neppure troppo timidamente- tende ad acciambellarsi come un gatto negli spazi vuoti lasciati dalla primavera.
Per chi vive al mare, è già tempo di sabbia costumi e primi bagni. Per chi vive in città, tempo di parchi, sandali e colorati gelati da gustare alle porte di un museo.
Ma per tutti è tempo di ciliegie e libri. 
Si affonda una mano nel cestino della frutta, si pesca una ciliegia, e se capita “la coppia”- due ciliegie unite dal gambo- allora la memoria fa un tuffo all’indietro. Si torna a quando si era bambini, quando coppie di ciliegie diventavano magicamente meravigliosi orecchini. Chi non l’hai fatto mai? E si ride- o semplicemente si sorride- al solo ricordo.
Poi, si allunga l’altra mano sullo scaffale di libri e si sceglie il titolo più fresco possibile. La mano scorre lontana dalla lunga lista di libri comprati come compiti delle vacanze; lontana dai primi piatti invernali; lontana da lunghi romanzi da poltrona. E dopo un lungo eccettera, ci si accorge che di titoli freschi- a maggio- neppure l’ombra.
L’ombrellone che aspetta, le ciliegie da mangiare sotto l’ombrellone che aspettano, i fianchi effetto prova costume che aspettano. Tutti che aspettano te, indeciso sul titolo, smarrito perché non trovi quello giusto.
Maggio ti ha colto impreparato? Non hai ancora scelto o trovato i tuoi titoli freschi-da ombrellone? Alt. Calmiamoci, nessuna crisi di panico.
Hai due possibilità:
1) Inviare una e-mail a matchbook@nytimes.com chiedendo alla redazione un consiglio sulla lettura estiva. Sul New York Times Book Review è arrivata una nuova rubrica settimanale: si chiama Match Book ed è uno spazio dedicato a tutti i lettori alla ricerca di consigli letterari. Ho letto che la redazione ha promesso di rispondere a tutti coloro che invieranno la mail.
2) Puoi seguire il mio blog. Poco a poco pubblicherò una summer-booklist: titoli freschi- non solo di stampa- da poter leggere sotto l’ombrellone. 

torino

Torino va oltre il confine grazie al Salone Internazionale del Libro

Torino si è aperta ancora una volta ai lettori, per fortuna.

“I libri vivono vivi, se li senti,
se di loro rammenti odore e forma,
ospiti solitari del cammino,
antiche sentinelle della notte
poggiate l’una all’altra per destino”

Sabato 20 maggio ho avuto la possibilità di fare un salto a Torino, per dare un’occhiata alla tanto attesa e discussa trentesima edizione del Salone del Libro. Bei pensieri e forti emozioni. A voi i miei incontri:
1° appuntamento:
Sala Gialla, ore 11, Luis Sepúlveda dialoga con Carlo Petrini. Introduce: Luigi Brioschi
Incontri di quelli che segnano l’inizio di una nuova era. Due uomini eccezionali, di intelligenza e sensibilità rara, seduti a dialogare di fronte ai miei occhi e a quelli di altre duecento persone.
L’uno robusto, folti capelli neri, barba brizzolata, occhiali e un affascinante accento spagnolo. L’altro, in giacca e camicia, sguardo severo , occhi piccoli, accento piemontese.
Entrambi nati nel 1949, rispettivamente in Cile e in Piemonte, lontani solo geograficamente, perché uniti da un amore incondizionato per l’umanità, da un affetto per i poveri, da un’idea di felicità condivisa, da ritmi lenti ed efficaci. Insieme hanno affrontato i temi dell’integrazione, della solidarietà, e dell’importanza di aiutare chi si trova in difficoltà per ragioni che vanno al di là del proprio volere.

2° appuntamento:
Sala Filadelfia, ore 14, Lucilio Santoni e Giorgio Colangeli commentano un testo di Federico García Lorca [E poi libri, e ancora libri. Edizioni Lindau. Gennaio 2017]

libri

Nel lontano 1931, Federico García Lorca pronunciò celeberrime parole d’amore per la cultura e per i libri, in occasione dell’inaugurazione della piccola biblioteca di Fuente Vaqueros, suo paese natale. Quel discorso- divenuto noto- per la sua forza e intensità, è arrivato oggi nelle mani giuste, quelle di Lucilio Santoni. Di fronte al testo di un autore della Letteratura, è impresa ardua commentare, interpretare, dire la propria. Lucilio Santoni, a mio avviso, ha dimostrato di essere all’altezza della situazione. La mission impossible è stata portata a termine eccellentemente: una riflessione profonda, un percorso mentale a tappe- una poesia per ciascuna tappa- un’analisi senza “ma” dell’animo umano.

3° appuntamento:
Sala Spazio Autori, ore 16.30, Valeria Di Napoli, Susanna Tartaro, Valeria Parrella
Tre donne, tre intelligenze, tre sensibilità. Incontro al femminile, nel senso più creativo e accogliente dell’espressione. Tre personalità diverse, hanno dialogato tra loro e con il pubblico, sulla figura della donna che emerge oggi dai giornali. Attraverso una rubrica settimanale, un blog e un’intervista, le tre donne lavorano attivamente per cogliere e portare alla luce aspetti della femminilità ancora oggi sotto il controllo dell’uomo.
Più di tutte, mi ha emozionato Susanna Tartaro, con la capacità di raccontarsi senza mai svelare il lato misterioso di sé e del suo blog. Con la sensibilità di una lettrice, e la professionalità di una donna che crede nel proprio mestiere.

Tre grandi appuntamenti, tante emozioni, tanti pensieri e tanta voglia di continuare a conoscere il meraviglioso mondo dei libri.


Voto Sì al Salone del Libro di Torino, Sì alla Cultura.

fiori

Fiori, libri e… cos’altro per essere felici?

Fiori come i libri: generi, odori, storie diverse 

“Le belle mani sono rare come gli alberi di palissandro in fiore, in una città in cui le facce graziose sono comuni come le smagliature nelle calze da un dollaro.”

-Raymond Chandler-

Sai chiudere gli occhi, portarti un fiore al naso e annusarlo?
Il gesto non è così semplice e scontato come può sembrare. Infatti, quand’è l’ultima volta che lo hai fatto?
Siamo capaci di fermarci un momento, respirare osservare captare, e poi ripartire dolcemente?
Sempre così di corsa, affannati, di fretta che ci manca il tempo. Il tempo di un gesto piccolo piccolo come quello di annusare un fiore.

I fiori- si sa- sono molti, di tutti i tipi. E per certi versi, credo, siano simili ai libri. Esatto, simili ai libri. Perché i fiori proprio come i libri si suddividono in genere, colore odore e storie. I fiori raccontano storie così intriganti che neanche i libri se lo sanno spiegare.

Ho comprato un libro qualche giorno fa. Passeggiavo senza pensieri tra le bancarelle di oggetti usati- in una via del centro- e ad un certo punto mi sono fermata di fronte a quella dei libri. Ce ne erano tantissimi, ma solo uno mi ha colpita. L’ho scelto per il colore della copertina e per l’odore che emanava. L’ho scelto esattamente come si scelgono i fiori.

Una volta acquistato mi sono resa conto che raccontava una storia. E non mi riferisco alla storia narrata dall’autore attraverso le pagine. Ma la storia di cosa ha vissuto prima di ritrovarsi, capovolto sottosopra, in una bancarella di libri usati.

E anche i fiori, se sappiamo ascoltare osservare leggere, raccontano la loro storia.

Credo che ci siano oggetti- che fanno parte della nostra vita- che in un certo senso posso essere considerati della stessa famiglia. I fiori, i libri, la musica, i palloncini colorati sono tutti figli della poesia e di una certa idea di mondo.

Regalare, anzi donare, un fiore o un libro alla persona accanto a te, è il gesto d’amore più delicato dolce e travolgente che possa esistere.

Abbiamo a portata di mano tutto ciò che ci serve per essere felici. Basta poco. A noi la scelta.   

 

libri

Libri, libri e ancora libri. Ecco di cosa nutrirsi.

Libri,libri! È questa una parola magica, che equivale a dire: amore, amore!

“Non di solo pane vive l’uomo.
Io, se avessi fame e mi trovassi invalido in mezzo alla strada, non chiederei un pane;
ma chiederei mezzo pane e un libro. 
Libri,libri! È questa una parola magica, che equivale a dire: amore, amore!
Una cosa che i popoli dovrebbero chiedere,
così come chiedono il pane o come invocano la pioggia per i loro campi seminati”

Questa citazione, non indifferente per chi ama i libri e la lettura, è tratta da uno dei più bei testi di un grande scrittore spagnolo. Fa parte infatti di un discorso che l’autore pronunciò ad alta voce, di fronte ad una folla raccolta a posta per ascoltarlo.
Si racconta che Federico Garcìa Lorca, celebre poeta spagnolo, nel settembre del 1931, pronunciò un discorso in occasione dell’inaugurazione della biblioteca civica del suo paese natale, Fuente Vaqueros. I racconti riportano che le persone che parteciparono e  ascoltarono le sue parole, rimasero letteralmente affascinate e stupite dall’energia e dalla passione di quell’uomo verso i libri, la biblioteca e la cultura.
Quel discorso, intorno al quale ruota mistero e fascino, è oggi riportato in un libro “E poi libri, e ancora libri”, pubblicato da Edizioni Lindau nel gennaio 2017. Stiamo parlando quindi di un libro fresco, fresco di stampa!!!

Federico Garcìa Lorca, nato il 5 giugno 1898 in una calda cittadina spagnola, Fuente Vaqueros, è noto soprattutto per le sue poesie e romanzi. Fu anche drammaturgo.
Gli amanti della lettura di tutto il mondo però lo vogliono ricordare come colui che più di tutti amò- di un amore incondizionato- la cultura.
Nel settembre del 1931, si trovava ad inaugurare e difendere la dignità della piccola biblioteca del suo paese.
Insomma Garcìa Lorca, era un fervente sostenitore e un credente praticante dei libri e della letteratura.
Morì, fucilato, il 19 agosto 1936, dai nazionalisti amici di Franco.

Come mi è capitato fra le mani questo libro- anzi, direi gioiello?
Una mattina, mentre sfogliavo il settimanale L’espresso– supplemento domenicale di Repubblica, non ho potuto fare a meno di soffermarmi sulla sezione Freschi di Stampa. Una parte dedicata agli ultimi titoli in circolo.
Una lampadina improvvisamente mi si accese, un’emozione grandissima mi pervase quando lessi le poche righe dedicate al libro di Garcìa Lorca. Semplice, decisi di comprarlo. E oggi è nelle mie mani. 🙂

Mi ha colpito molto l’immagine di un uomo e un poeta- in piedi di fronte a molti visi conosciuti- con alle spalle la piccola biblioteca, declamare a voce alta il proprio amore per i libri e l’importanza della cultura.

Io vivo in un paesino di mare. La biblioteca è accanto alle scuole medie. So cosa vuol dire avere a disposizione- anche se piccolo- uno spazio per la lettura, la consultazione e il prestito di libri.

Descrivetemi con una parola la biblioteca- o il luogo che più amate per leggere- della vostra città. 🙂

soli

Soli che non tramontano mai

“Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,
né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri”

Mille splendidi soli
edizioni PIEMME 2007
Khaled Hosseini

Ho letto questo libro molti anni fa. Me lo assegnò il mio professore di lettere del liceo, come compito per le vacanze estive. Il compito più emozionante che abbia mai ricevuto.
Era un’estate caldissima, ma pur di leggere a stento uscivo di casa. Preferivo finire il capitolo che andare al mare con le mie amiche.
Un romanzo, una storia così, giuro, non mi era mai capitata tra le mani. Molti anni dopo, forse solo Madame Bovary di Flaubert mi coinvolse a tal punto da non voler fare nient’altro che leggere.
Conoscevo Khaled Hosseini, perché già autore di Il cacciatori di aquilonilibro per il quale- per altro- mai mi scattò il desiderio di leggerlo.
Mille splendidi soli mi donò qualcosa che mai più ho trovato altrove. Avevo sedici anni, e quel libro mi aiutò a crescere. Ad avere consapevolezza di me, del mio corpo, del mio essere.
Il romanzo racconta la storia di altre donne, di un’altra cultura, di un mondo molto lontano dal mio. E mi ha colpito il fatto che benché fosse per me difficile immedesimarmi nei protagonisti, fossi riuscita a lasciarmi catturare e coinvolgere quasi completamente. Mentre leggevo ho pianto molto, riso e sperato. Non mi era mai successo. Un’emozione fortissima.
Quando si scoprono libri così forti, coraggiosi e dirompenti non puoi fare altro che rileggerli, consigliarli e parlarne. Parlare di libri fa bene, è terapeutico, genera energia positiva. Ecco perché ho scelto di portare avanti un piccolo blog in cui si parla, tra le tante cose, anche di libri.
La foto che ho scelto per corredare queste righe l’ho scattata io. Mi piace molto. Porta con sé il sapore del sole- sole di una giornata tipicamente primaverile, sole dei mille splendidi soli. Che dire, spero che vi piaccia. 🙂

Chi ha già letto questo libro capisce la mia emozione,
chi ancora non lo ha letto, invito a farlo. 🙂 Ne vale proprio la pena.

viaggiare

Viaggiare, viaggiare e viaggiare ancora. Alla scoperta di Cuba.

Viaggiare e leggere sono le mie più grandi passioni.

Quando poi riesco a unire e a far incontrare il viaggio con la lettura, beh,  sono la ragazza più felice del mondo. Ed è esattamente quello che mi è successo a l’Havana (Cuba).

L’estate scorsa, ho trascorso quasi tre settimane sull’Isola caraibica, visitando sia le località centrali- lontane dal mare e meno turistiche- sia quelle costiere- un po’ più all’avanguardia. Infine, gli ultimi giorni li ho dedicati alla capitale.

Non sono partita da sola. Ho scelto di partire con Giulio, del quale ahimè sono profondamente innamorata.

Sono state tre settimane intense ed emozionanti. Abbiamo incontrato persone, conosciuto storie, visitato paesi e luoghi affascinanti e poveri al tempo stesso.

Nei villaggi dell’entroterra molte persone ci osservavano, e noi osservavamo loro.

Siamo entrati nelle case di chi ci ha teso la mano e offerto un caffè– il più buono che io abbia bevuto. Sapeva di umiltà e terre lontane.

Lo sguardo intenso e il colore degli occhi di una donna mi hanno catturata completamente. Le ho chiesto di poterle occhi
scattare una fotografia, in modo che potessi conservare il ricordo di un’emozione forte.
Lei proviene da una località che si chiama Manàcas, a pochi km da Santa Clara. A Manàcas non vivono più di mille anime. E Lei è quell’anima che ha colpito la mia.
Donna silenziosa e schiva, forte e umile come solo certe donne d’oltreoceano sanno essere.
Non conosco il suo nome, ma ho visto i suoi occhi.

 

Infine, come dicevo, abbiamo visitato l’Havana- città caotica, misteriosa e intrisa di Storia. Quello che è stata, e che ancora tutt’ora è, si respira in ogni angolo, in ogni via. Il Paese della “rivoluzione fallita”. Il Paese dell’autorità politica e dei grandi “ideali”.

Nelle piazze, lei locali e soprattutto nelle librerie esplode il nome del leader politico Fidel Castro e del suo antico, vecchio compagno Che Guevara, noto come “Il Chè”.

Le librerie, come potrete facilmente immaginare, mi hanno incuriosita più di tutto. Ce ne sono poche in tutta la viaggiarecittà, e quelle poche sono bersagliate da libri, volumi, manifesti, locandine politiche. Solo, quasi esclusivamente politica.

Politica ovunque, dappertutto. Che palle.

Tuttavia, nonostante il ripetitivo materiale politico, proprio perché librerie risplendevano di luce propria. 

 

 

book

libri in viaggio

Parlare di libri non è mai facile, a differenza di quanto si possa immaginare. Ma non c’è niente di più affascinante che parlare di libri.
Si può parlare dell’ultimo libro letto, dell’ultimo libro recensito, tradotto, o comprato.
Si può parlare del libro che si vorrebbe comprare, di quello tanto atteso in libreria, o di quello in cima a tutte le classifiche.
Si può parlare della copertina del libro- della sua grafica- del suo titolo, o autore, o meno semplicemente della sua storia.
Si può parlare del luogo in cui si è entrati in possesso del libro: biblioteca, libreria, bookcoffee.
Si può parlare della fiera del libro o del festival, del mercatino o della bancarella, dello scaffale di casa propria o di quello di un amico.
Insomma, quando si parla di libri c’è davvero tanto da dire.
Bisogna scegliere, selezionare le idee e gli argomenti. Cosa mooolto difficile, perché quando si parla di libri tutto sembra importante.
Io ho scelto di parlare dei libri in circolo.
Chi ama i libri, e soprattutto i più appassionati lettori, sa che un libro è un po’ parte di noi. I protagonisti e lo scrittore diventano conoscenti, amici, interlocutori subito dopo la conclusione della storia.
Ma il libro non è un oggetto di cui impossessarsi. Il libro ha un’anima, è vissuto da persone, e in quanto tale chi lo ama davvero lo deve lasciare libero.
Come liberare un libro? Come farlo vivere?
Mettendolo in circolo. Prestandolo. Dando luogo a quello che tutti chiamano bookcrossing o con più fantasia book-sharing.
“I libri sono fatti per essere prestati” mi disse un giorno il ragazzo che amo. E quel giorno è il giorno in cui mi sono innamorata.
Quando presti un libro ad un amico, presti in realtà una storia, un’emozione, un’idea. Non presti mai un oggetto materiale. Ma sempre, sempre qualcosa di più.
E se il tuo amico, dopo aver letto il libro, anziché restituirtelo continuasse a farlo girare di amico in amico, mano in mano, mente in mente, cuore in cuore, ecco che il libro comincia a prendere vita, ad avere speranze desideri sogni e fascino. Esattamente un lettore.
Ma da quale libro partire? 🙂

fai click:

Anche qui parlo di libri:
http://unlibropercappello.it/wp-admin/post.php?post=942&action=edit

E qui si parla di bookcrossing:

BookCrossing, giro del mondo alla ricerca dei “modi” più sorprendenti – Foto


libro in spiaggia

Storie che vanno oltre

libro in soffitta

La storia nascosta

La storia nascosta.

Oggi mi è accaduto un fatto strano e al tempo stesso emozionante. Qualcosa che ha rimesso in moto tanti desideri, e scatenato altrettanti pensieri. Di che cosa sto parlando? Di una storia.
Sono tornata dal lavoro, dopo una lunga mattinata fuori casa. Anche se ero molto stanca, dovevo sistemare alcune scatole di vecchi quaderni, su di sopra, nella soffitta. Non ne avevo gran voglia.
Ho deciso così di fare in fretta, di togliermi il dente in minor tempo possibile. Ho portato su la prima scatola, e l’ho accatastata sopra una vecchia valigia. Poi la seconda scatola, e l’ho lasciata poco vicino alla prima. Infine la terza ed ultima scatola. Posto per questa ce n’era poco, così ho dovuto spostare altre aggeggi, impolverati e dimenticati.
Durante gli spostamenti si  fa largo un libro dalla copertina rigida.
Non mi sembrava di averlo mai visto prima, la copertina non la riconoscevo. Il nome dell’autore non era completo, comparivano solo le iniziali M.D. Il titolo invece proprio non c’era.
Spinta dalla curiosità lo aprii, voltai le pagine a caso, e mentre lanciavo occhiate qua e là. Poi ad un certo punto, una frase catturò la mia attenzione. E anche la frase successiva. E quella dopo ancora. Cominciai a leggere.

Quanto siamo alti? Disse lui
Tanto da sentire il respiro delle stelle. Rispose lei.
-Tanto da sentire il tuo profumo nella camera.
-Tanto da sentire il tuo nome scoppiare nel cuore.
-Tanto da sentire te e chiedersi che senza abbia senza te.
Tanto da chiedersi dove sei e perché non sei qui con me.
-Tanto da chiedersi il perché e voler essere lì con te.
-Dove ci vediamo? Prendo il primo pensiero e vengo da te.
-Ci vediamo in Africa o in una notte di rock’n’roll o da Tommaso e Giulia.
-E poi ti auguro un buongiorno, come lo si augura alle stelle,
perché te come loro, oggi, non ti vedi ma ci sei.
E brilli forte perché vicini i nostri cuori,
mentre inafferrabili i nostri corpi.