libreria

Quando l’amore nasce in libreria di Veronica Henry

Libreria e libri, eccomi di nuovo a parlarne. Libreria è quel piccolo o grande spazio in cui sono felice. E se c’è qualcosa che mi fa emozionare, non posso far finta di niente.

Questa volta però inizio a parlare di una libreria che non conosco, o almeno non per il momento.
Ho sempre creduto nella magia dei libri, delle loro copertine e dei loro titoli, e mi hanno sempre affascinata le librerie. Cosa posso aver provato o come posso aver reagito dunque appena mi è capitata sotto agli occhi la notizia di un libro, appena uscito, con un titolo che parla di amore e librerie, con una copertina che fa sognare, di una scrittrice che ancora non conosco?
Ero sul treno, di ritorno verso casa, dopo una lunga giornata di lavoro e studio. Controllavo, anzi scrollavo le news online, e tra un fatto di cronaca un tweet e una foto dell’ultimo momento, per caso, mi è balzato agli occhi l’articolo di presentazione di uno dei più bei libri da poco in circolo.

Qui trovate la copertina. Così sapete di che cosa parlo esattamente.

Non ho ancora questo libro, e non vedo l’ora di comprarlo. Mi ha incuriosito molto. Mi ha intrigata a tal punto da cominciare ad immaginare già la storia, i personaggi, i luoghi. Dal titolo si capisce che si racconta di una storia d’amore nata tra i libri di una libreria di una piccola città, forse inglese. Così ho provato ad immaginare anche la libreria, l’odore dei libri, gli scaffali, la libraia.

Ovviamente comprerò il libro. Ma non lo comprerò in un giorno qualsiasi. Aspetterò il momento giusto e la persona giusta con cui farlo (e forse so già chi è). E’ importante saper aspettare, avere pazienza, attendere il giusto momento.

Che la libreria sia il posto del mio cuore, pare che sia chiaro. Qual è il vostro posto del cuore? <3

Qualcuno ha già sentito parlare di questo libro?

amore di libro

L’Amore è quando…

Amore è ciò di cui tutti parlano.
Amore nelle canzoni, nelle poesie, nei romanzi, nelle scritte sui muri. Amore platonico, fisico, mentale. Amore per lei, amore per lui. Amore tra lei e lei, amore tra lui e lui. Amore.
Ma cosa vuol dire Amore? Tutti lo sanno, ma nessuno lo sa spiegare, perché L’Amore- per sua stessa natura- si vive, si sente, si prova ma non si descrive, almeno a parole.
L’amore è personale, ognuno ne ha un’idea diversa.
Per me l’amore è un libro, senza copertina né titolo né autore. Solo la storia. Una storia emozionante, misteriosa, intrigante. Un libro impacchettato in una carta da pacchi, semplice e grezza, con su scritto delle parole, tratte da una vecchia poesia francese.
Un libro regalato, o meglio, donato in un luogo senza tempo come per esempio un prato, una spiaggia, la cima di un monte. Ma forse, come luogo, preferisco il letto. Un libro donato sotto le coperte, con la sola luce della torcia e il solo calore dei corpi.
Per me l’amore è anche il nome di una stella. Credo che non ci sia niente di più dolce e intimo di ritrovarsi la notte, abbracciati, con il naso all’insù, a scegliere insieme il nome ad una stella.
Per me l’amore è un fiore di un campo. Un fiore appassito, senza acqua né ossigeno. L’amore è prendersi cura di quel fiore e farlo rinascere, senza coglierlo mai. Sarà il fiore più bello del campo. E come tutte le cose belle, curate con amore, continuerà a vivere. Alcuni dicono per sempre.
Amore è anche comprare un regalo per chi non c’è ancora… qualcuno che lo scarterà tra chissà quanti anni, e quel giorno capirà che amore non è solo cuore ma anche testa, pensiero, desiderio.

libro in soffitta

La storia nascosta

La storia nascosta.

Oggi mi è accaduto un fatto strano e al tempo stesso emozionante. Qualcosa che ha rimesso in moto tanti desideri, e scatenato altrettanti pensieri. Di che cosa sto parlando? Di una storia.
Sono tornata dal lavoro, dopo una lunga mattinata fuori casa. Anche se ero molto stanca, dovevo sistemare alcune scatole di vecchi quaderni, su di sopra, nella soffitta. Non ne avevo gran voglia.
Ho deciso così di fare in fretta, di togliermi il dente in minor tempo possibile. Ho portato su la prima scatola, e l’ho accatastata sopra una vecchia valigia. Poi la seconda scatola, e l’ho lasciata poco vicino alla prima. Infine la terza ed ultima scatola. Posto per questa ce n’era poco, così ho dovuto spostare altre aggeggi, impolverati e dimenticati.
Durante gli spostamenti si  fa largo un libro dalla copertina rigida.
Non mi sembrava di averlo mai visto prima, la copertina non la riconoscevo. Il nome dell’autore non era completo, comparivano solo le iniziali M.D. Il titolo invece proprio non c’era.
Spinta dalla curiosità lo aprii, voltai le pagine a caso, e mentre lanciavo occhiate qua e là. Poi ad un certo punto, una frase catturò la mia attenzione. E anche la frase successiva. E quella dopo ancora. Cominciai a leggere.

Quanto siamo alti? Disse lui
Tanto da sentire il respiro delle stelle. Rispose lei.
-Tanto da sentire il tuo profumo nella camera.
-Tanto da sentire il tuo nome scoppiare nel cuore.
-Tanto da sentire te e chiedersi che senza abbia senza te.
Tanto da chiedersi dove sei e perché non sei qui con me.
-Tanto da chiedersi il perché e voler essere lì con te.
-Dove ci vediamo? Prendo il primo pensiero e vengo da te.
-Ci vediamo in Africa o in una notte di rock’n’roll o da Tommaso e Giulia.
-E poi ti auguro un buongiorno, come lo si augura alle stelle,
perché te come loro, oggi, non ti vedi ma ci sei.
E brilli forte perché vicini i nostri cuori,
mentre inafferrabili i nostri corpi.

serendipity: lei e lui

Lei lo aspettò per tutto il giorno. Ma lui sembrava non arrivare mai. Il tempo passava, la luce calava, e il freddo si faceva sentire sempre più fitto. Lei controllò l’orologio per l’ultima volta e poi si addormentò, su una coperta al lato di una piccola barca da pesca. Poi ad un certo punto.
Ad un certo punto un’ombra di fronte a lei le coprì il viso. Lei si svegliò, si tirò su, mosse le labbra per pronunciare qualcosa che nessuno udirà mai. Lui non le diede neppure il tempo di capire, e la baciò.
Lei venne baciata d’un bacio nuovo, mai visto prima. Quel bacio le fece dimenticare tutto: il suo passato, la sua fuga, la sua disavventura, quell’uomo che ora vive nell’oblio, nei ricordi di chi vuol dimenticare.
Lei si sentiva scossa fino nel profondo. Quel suo corpo esile e giovane, tutto infreddolito, tremava per la gioia di un nuovo inizio, di una nuova vita.
Lui allora le prese le mani e la condusse laddove si può udire il rumore di chi sa tacere.
In silenzio, come due anime guidate da uno spirito celeste, si diressero.
In quel momento lei si rese conto di non avere di fronte l’uomo che stava aspettando.
Chi era allora quel lui che dal buio era giunto? Quel lui che la fece rabbrividire di emozione? Quel lui che di lì a poco sarebbe scomparso per un attimo o forse per sempre?
Lei continuava a stringere la mano e a farsi guidare da quel perfetto sconosciuto. E questo la emozionava ancor di più, la eccitava profondamente.
Giunti in quel luogo misterioso, mantennero il silenzio, per lunghi istanti in cui si guardarono dritti negli occhi.
Lei pensava che l’amore è pazzo, si sprigiona nei momenti meno opportuni, quando meno te lo aspetti, di fronte a chi non conosci; pensava di essere folle, come desiderava da tempo.
Lui invece era lì, in piedi, con le mani lungo la vita di lei, e si domandava dove potesse esistere creatura più bella e attraente di lei. Di lei, di cui non conosceva neppure il nome.

Il libro e la matita

In una cartoleria di paese accadde un fatto bizzarro.
Un libro si innamorò perdutamente di una matita colorata.
Una mattina di primavera, il libro– tutto emozionato- si presentò alla matita colorata con una  poesia estratta dalla sua pagina numero 14 e le dichiarò tutto il suo amore.
La matita colorata storse la punta appena temperata  e rispose che lei non voleva amare un libro così sostanzioso, o forse solo pancione.
“Io sono alta e magra, tu così grosso…” disse la matita colorata.
Il libro non disse nulla, si voltò e tornò nel suo scaffale triste e deluso.
Era innamorato, e desideroso di piacerle ad ogni costo.
Decise così di strappare via qualche pagina, per dimagrire ed essere apprezzato.
Ma nel momento in cui afferrò la prima pagina si rese conto di quanto in realtà ciascuna di esse fosse affascinante. Quelle pagine contenevano parole, che contenevano storie, che contenevano vite.
Capì così che non bisogna mai cambiare per nessuno, che il vero amore ti accetta così come sei, in tutti i pregi e in tutti i difetti, e soprattutto capì quanto fosse importante amare e rispettare se stessi.

Un amore tra i libri

Perdersi tra i libri e trovare te.

Una libreria a cielo aperto.
Una stella nel profondo del mare.
Oceano.
Un bambino curioso.
Un paracadute di seta pura.
Un gelato d’inverno.
Una corsa improvvisa.
Un’inversione di rotta.
Una notte chiara.
Volo d’aquila.
Fuoco. Ghiaccio.

Nella stanza- dopo l'Amore

Da tempo non si vedeva un’estate così calda.

Una leggera penombra avvolgeva la stanza.

Le lancette del grande orologio erano tornate a scorrere piano, ormai in sintonia con i corpi dei due ragazzi adagiati sul letto, che lentamente sospiravano l’un l’altra.

Lui ricopriva il corpo di Lei, il cuore e la mente di Lei, con uno sguardo intenso e persuasivo.
Lei si sentiva viva e nuda, con i suoi pensieri e le sue voglie di fronte a Lui, di cui conosceva solo il nome e qualche sogno, sparso qua e là, tra un vorrei e un potrei.

La stanza era calda, il sole filtrava appena dai piccoli fori della tapparella.

I corpi dei ragazzi erano sudati: le loro pelli umide e lisce si sfioravano in un morbido abbraccio.

Era pieno pomeriggio. Il mondo, al di fuori, scorreva a gran velocità, come sempre. Mentre i ragazzi , nella stanza, avevano deciso che quel tempo dovesse essere loro, e che non fosse giusto che il divenire glielo portasse via. Così giocarono con l’eternità: la presero in mano e la inserirono all’interno dei secondi e dei minuti, in modo che quell’ora che riuscivano a concedersi quasi ogni giorno, durasse e fosse loro per sempre.
Le lancette erano di nuovo fuori controllo.

 

Together

pensiero di un momento,
di un’anonima- o forse no, perché nulla è anonimo- sera di metà maggio.

quanto sono belle- perchè belle è l’aggettivo giusto, semplice e intenso- quelle coppie di fidanzati che “fanno le cose in due”. Quelle coppie che condividono, oltre alle gioie e ai dolori quotidiani, uno stesso sport, uno stesso interesse, se non addirittura lo stesso lavoro.
Li vedi, tutti e due, impegnarsi nello stesso momento per la stessa cosa in cui credono. E proprio in quell’istante, l’attimo di uno sguardo,per gli occhi di chi li guarda, sono bellissimi.

Non mi credete? E allora andate, andate a vedere…
Andate ad osservare i vostri genitori quando in due vogliono cucinare, quando in due vanno al quel corso “a cui si deve arrivare puntuali”, quando lui suona e lei canta, quando in due scelgono la tovaglia per la casa, quando vogliono leggere lo stesso libro- e cosi lei lo legge ad alta voce e lui vuole vedere le parole.
Andate ad osservare quelle coppie di vostri amici che insieme vanno in piscina, a tennis, in palestra. Insieme a teatro, insieme nell’iniziativa di volontariato. Insieme in un viaggio “che ti cambia la vita”. Insieme senza benzina, insieme sotto la pioggia, insieme nelle litigate, insieme ad un esame.

Dai, non dite no. Quanto sono belle?