Come Jovanotti https://cultura811.wordpress.com/2016/10/13/come-jovanotti

Mi trovo nella grande biblioteca universitaria, con tanti altri ragazzi.

Li vedo studiare, leggere e scrivere. Impegnarsi e diventare grandi.

Io invece non riesco a concentrarmi su nessun libro, se non su i miei pensieri.

Pensieri che corrono veloci nella mia mente come cavalli.

E proprio come a Jovanotti, quante domande mi affollano la testa.

Fammi sapere se capita mai anche a te di sentirti così…

piccole gioie

Mi piace quel bar che fa angolo. Affaccia su piazza Fenice, e uscendo dalla biblioteca lo noti subito. Le sedie con i tavolini occupano un piccolo spazio della piazzetta, sono tutti colorati- di stili diversi- e quando i raggi di sole li abbracciano, diventano ancora più belli.
Io passo spesso di lì, ancora più spesso di proposito, perché sono curiosa e affascinata, e le persone sedute sono rilassate, si godono la loro bevanda o il loro spuntino. Chissà di cosa parlano! Mi piace vedere quei volti che sorridono, l’uno di fronte all’altro, mentre si sorseggia un caffè.
Il locale ha tutta l’aria di essere un posto tranquillo e sereno. Toni pacati e cortesi quelli con cui camerieri e baristi accolgono i clienti.
Non è un bar frenetico e caotico, di quelli in cui, per esempio, si fa colazione di corsa: un caffè al volo, in piedi; una brioche al volo, mentre esci; un grazie e arrivederci al volo, mentre sei già fuori, con il telefono in mano e la testa altrove.
Ancora non sono entrata. Non so se lo farò. Mi piace molto più viverlo da fuori. Continuare a immaginarlo e pensarlo così.
Ma un giorno entrerò, e lo farò con la persona giusta. Con una persona che mi farà ridere e diventare rossa, mentre sorseggio il mio caffè. O forse il mio tè freddo alla pesca.

Together

pensiero di un momento,
di un’anonima- o forse no, perché nulla è anonimo- sera di metà maggio.

quanto sono belle- perchè belle è l’aggettivo giusto, semplice e intenso- quelle coppie di fidanzati che “fanno le cose in due”. Quelle coppie che condividono, oltre alle gioie e ai dolori quotidiani, uno stesso sport, uno stesso interesse, se non addirittura lo stesso lavoro.
Li vedi, tutti e due, impegnarsi nello stesso momento per la stessa cosa in cui credono. E proprio in quell’istante, l’attimo di uno sguardo,per gli occhi di chi li guarda, sono bellissimi.

Non mi credete? E allora andate, andate a vedere…
Andate ad osservare i vostri genitori quando in due vogliono cucinare, quando in due vanno al quel corso “a cui si deve arrivare puntuali”, quando lui suona e lei canta, quando in due scelgono la tovaglia per la casa, quando vogliono leggere lo stesso libro- e cosi lei lo legge ad alta voce e lui vuole vedere le parole.
Andate ad osservare quelle coppie di vostri amici che insieme vanno in piscina, a tennis, in palestra. Insieme a teatro, insieme nell’iniziativa di volontariato. Insieme in un viaggio “che ti cambia la vita”. Insieme senza benzina, insieme sotto la pioggia, insieme nelle litigate, insieme ad un esame.

Dai, non dite no. Quanto sono belle?  

 

con i miei occhi

Vieni. Vieni a vedere come si vive qui, con il cuore in mano, i pensieri sospesi, le mani scoperte, in punta di piedi. Scendi, allontanati dalle tue sicurezze e vieni qui. Il mondo è caos puro. Ma almeno capirai come mi sento, cosa provo quando a travolgermi non sono le onde del mare ma un flusso irrefrenabile di pensieri, paragonabile ad una mandria di cavalli imbizzarriti.

SMS

” Buongiorno Vita.
Ho sempre pensato che queste potessero essere le prime parole che un neonato dice quando si affaccia al mondo. E per ogni compleanno sono le prime parole che voglio dire, ripetere.
Oggi mi sento figlio amato di una festa, di un rito, di un giorno. Domani mi sentirò già più orfano, ma oggi è il 9 marzo. Giorno di pensieri, immagini e candeline.
Ho imparato molto e sento che ogni giorno che passa sono un po’ più consapevole di me e un po’ meno me stesso. Non come il buon vino, ma come l’acqua.
Ho imparato che è molto più difficile “vivere con” che “vivere per”, non l’avrei mai pensato, ma lo sto imparando grazie ad una ragazza dai capelli neri e i pensieri gialli e colorati.
Le nuove corse sono insieme, essere me in tutto, rovesciare il tavolo quando sono infelice, gridare la gioia e condividere i sorrisi.
Buongiorno Vita”

What do you think?

Stazione ferroviaria Genova Piazza Principe. 
Scendo dal treno e vedo una città in movimento, scaltra e frenetica, già dalle sette del mattino.
Vedo ragazzi con cuffiette e smartphone, donne con trucco e smartphone, uomini con la valigetta e smartphone.
Vedo chi corre verso la metro, chi aspetta il verde-infreddolito in piedi sul marciapiede- chi sale al volo sull’autobus.
Vedo chi si precipita all’interno di un bar- uno qualunque o il solito- per bere il primo caffè, per leggere la prima notizia sul giornale, per augurare il primo buongiorno.

Vedo queste persone , immagino le loro storie- quale il loro passato, quali i loro programmi della giornata?-  e penso a quali siano i loro sogni, i loro desideri.
Mi chiedo se si trovano lì per scelta o per costrizione, se qualcuno sente di voler scappare ma ha paura, se sono soddisfatti o sognano altre mete.
Mi chiedo se sono felici e irrequieti, innamorati e arrabbiati, come me.

Nonostante tutto, buongiorno

Buongiorno ad un giorno di pioggia,
buongiorno ad un giorno bisestile ,
buongiorno ad un freddo lunedì di fine febbraio.

Buongiorno a chi ha la sveglia alle sei,
a chi si guarda allo specchio che gentile non è,
a chi guida verso il lavoro.

Buongiorno al caffè al volo,
ad un volo in ritardo,
ad un volo per voglio.

Buongiorno ad un mondo felice ma ancora assonnato!

Tempo di leggere

C’è chi legge in metro, in treno, in bus. Chi sul letto, sul divano, sulla poltrona.
Chi in biblioteca, chi a lavoro.
C’è chi legge in spiaggia, chi in giardino, chi su un prato. Chi a pancia in su, chi a pancia in giù. Chi su un lato, chi sull’altro.
C’è chi legge vestito, chi nudo. Chi con gli occhiali, chi senza. Chi elegante, chi in pigiama.
C’è chi legge per noia, chi per passione. Chi per lavoro, chi per dovere. Chi per passatempo, chi per curiosità.
C’è chi legge al mattino, chi alla sera. Chi per pranzo, chi per cena.

E tu, dove e come leggi?