fotografia

Domenica pomeriggio di novembre.

Pubblico questa fotografia non solo perché mi emoziona, ma soprattutto perché parla di libri e persone in modo romantico e silenzioso, come solo certi titoli e certi cuori sanno fare.

piccole gioie

Mi piace quel bar che fa angolo. Affaccia su piazza Fenice, e uscendo dalla biblioteca lo noti subito. Le sedie con i tavolini occupano un piccolo spazio della piazzetta, sono tutti colorati- di stili diversi- e quando i raggi di sole li abbracciano, diventano ancora più belli.
Io passo spesso di lì, ancora più spesso di proposito, perché sono curiosa e affascinata, e le persone sedute sono rilassate, si godono la loro bevanda o il loro spuntino. Chissà di cosa parlano! Mi piace vedere quei volti che sorridono, l’uno di fronte all’altro, mentre si sorseggia un caffè.
Il locale ha tutta l’aria di essere un posto tranquillo e sereno. Toni pacati e cortesi quelli con cui camerieri e baristi accolgono i clienti.
Non è un bar frenetico e caotico, di quelli in cui, per esempio, si fa colazione di corsa: un caffè al volo, in piedi; una brioche al volo, mentre esci; un grazie e arrivederci al volo, mentre sei già fuori, con il telefono in mano e la testa altrove.
Ancora non sono entrata. Non so se lo farò. Mi piace molto più viverlo da fuori. Continuare a immaginarlo e pensarlo così.
Ma un giorno entrerò, e lo farò con la persona giusta. Con una persona che mi farà ridere e diventare rossa, mentre sorseggio il mio caffè. O forse il mio tè freddo alla pesca.

il colore dell'anima

Ognuno di noi è un colore.
Non siamo solo carne, ossa, sangue, muscoli; cuore, pensieri, parole. Siamo anche colore.
E ognuno di noi possiede un colore, il colore dell’anima si chiama.
Il mio colore è il giallo.
Giallo come la felicità; come i limoni e l’ananas; come il sole, la luna e le stelle;
La mia vita è gialla.

Di che colore è la tua anima?

 

Fidati ciecamente

 Genova Nervi, passeggiata mare

M:Ora chiudi gli occhi e stringi la mia mano, se preferisci abbracciami.
F: Cosa facciamo?
M: Cammineremo abbracciati, tu con gli occhi chiusi…io ti guiderò!
 F: Va bene, ma non fare scherzi…

Domenica pomeriggio di sole, piacevolmente fresca.
Un mare mosso, ma non troppo; persone che passeggiano, qua e là; cani al guinzaglio; bambini su pattini, monopattini, biciclette; fidanzati mano nella mano, coppie di anziani signori, mamme e papà.
Occhiali da sole, caschi sottobraccio, gelati, macchine fotografiche, selfie, libri, cuffiette, passeggini, borse griffate…

C’è questo, solo questo, se guardi senza sentire, vedi senza osservare, pensi senza ragionare.

Prova a chiudere gli occhi, a percorrere la stessa strada ad occhi chiusi.
Fallo con qualcuno di cui ti fidi ciecamente, qualcuno per cui chiuderesti un occhio, o forse tutte e due, qualcuno che riusciresti a vedere anche al buio.

A quel punto smetti di essere spettatore, penetri a poco a poco nella realtà, in una dimensione sensoriale fatta di suoni e odori-musiche e profumi-, e diventi protagonista.

Percepisci il sole come un abbraccio. Lo cerchi, come un neonato la mamma;
Il mare come un oceano, infinito e misterioso;
Le persone come presenze lontane.
Dei bambini senti solo le risate, degli innamorati il suono dei baci, degli anziani i sospiri della tarda età.
Profumo di brezza marina, di fiori, di piante di ogni tipo. Ogni cosa ha il suo odore, chiaro e ben definito.

Cammini ad occhi chiusi, ma a cuore aperto.

Fidati di chi ti cammina accanto, di chi ti stringe la mano, di chi dice di esserci perchè ti farà vivere, viaggiare su altri mondi senza staccare i piedi da terra.


Volontà

Quante volte ci capita di sentirci stanchi, assonnati, annoiati, svogliati ma abbiamo impegni, appuntamenti, orari e scadenze da rispettare?
Tante, tante volte.
L’istinto è quello di dire “no, io lì non vado, proprio non ne ho voglia” e forse anche la testa lo pensa, ma l’attimo dopo sei in piedi, pronto per la consegna con la data di scadenza, pronto per l’appuntamento, pronto per il lavoro,per il pranzo a casa dei suoi, pronto per la palestra,pronto per l’aperitivo con gli amici di lei o di lui, pronto per la conferenza, pronto per la lezione, da seguire o da presentare.
Insomma, stai andando. E fai in modo anche di non arrivare in ritardo. E infatti, chissà come mai, solo quando non si ha voglia di fare qualcosa, si è sempre puntuali, o quasi!
Ci siamo mai chiesti perché? Perché facciamo qualcosa che non ci va di fare, qualcosa alla quale rinunceremo volentieri?
Forse perché dentro di noi, nella nostra coscienza più remota, sappiamo di appartenere a qualcosa o a qualcuno.
Abbiamo la consapevolezza di far parte, nel senso di essere indispensabile- senza egocentrismo o presunzione- della realtà, del mondo.
E la realtà, il mondo è  fatto di persone-con sguardi e pensieri- che provano qualcosa per noi, che sia amore, affetto, stima… possiamo essere indifferenti o deludere forse, qualcuno che sarebbe pronto per una parola di conforto nei nostri confronti, per un abbraccio, un bacio, un riconoscimento, un premio? Ma anche- perché no- uno schiaffo morale, che ci faccia tornare sui binari?!

Spring in the air

-Sta arrivando! La sentite anche voi?
-Ma chi?
-La Primavera!!

La primavera è alle porte! Si comincia a sentire nell’aria..
Si vede dalle giacche di pelle color rosso o giallo delle signore in attesa alla fermata del bus; dai visi giovani e puliti di studentesse che finalmente hanno detto addio a sciarpe e cappelli di lana; dagli sportivi mattutini, ora in pantaloncini corti; dai fiori , dai cartelloni pubblicitari; dalle canzoni alla radio: non più fredde melodie invernali ma tiepide musiche che accompagnano dolcemente il risveglio.
Si vede dalle fotografie, dai titoli di giornali, dalle notizie televisive; dal taglio di capelli, dal trucco, dalla gonna, dagli occhiali da sole.
Si vede dal sorriso, dalle strette di mano,dai saluti.
Si vede dai raggi di sole che si riflettono in una tazzina di caffè posata su un tavolino all’aperto, di un bar del centro.
Si vede dal mare azzurro, dal cielo chiaro, dalle nuvole morbide,dalla pioggia tenera.
Si vede dai pensieri, dai progetti, dalle parole, da una nuova voglia di cambiare, dalla convinzione di potercela fare.
Si cambia idea  e si cambia opinione.
Nuovo gioco e nuova strategia,
nuovi libri e nuovi viaggi!

What do you think?

Stazione ferroviaria Genova Piazza Principe. 
Scendo dal treno e vedo una città in movimento, scaltra e frenetica, già dalle sette del mattino.
Vedo ragazzi con cuffiette e smartphone, donne con trucco e smartphone, uomini con la valigetta e smartphone.
Vedo chi corre verso la metro, chi aspetta il verde-infreddolito in piedi sul marciapiede- chi sale al volo sull’autobus.
Vedo chi si precipita all’interno di un bar- uno qualunque o il solito- per bere il primo caffè, per leggere la prima notizia sul giornale, per augurare il primo buongiorno.

Vedo queste persone , immagino le loro storie- quale il loro passato, quali i loro programmi della giornata?-  e penso a quali siano i loro sogni, i loro desideri.
Mi chiedo se si trovano lì per scelta o per costrizione, se qualcuno sente di voler scappare ma ha paura, se sono soddisfatti o sognano altre mete.
Mi chiedo se sono felici e irrequieti, innamorati e arrabbiati, come me.

Tempo di leggere

C’è chi legge in metro, in treno, in bus. Chi sul letto, sul divano, sulla poltrona.
Chi in biblioteca, chi a lavoro.
C’è chi legge in spiaggia, chi in giardino, chi su un prato. Chi a pancia in su, chi a pancia in giù. Chi su un lato, chi sull’altro.
C’è chi legge vestito, chi nudo. Chi con gli occhiali, chi senza. Chi elegante, chi in pigiama.
C’è chi legge per noia, chi per passione. Chi per lavoro, chi per dovere. Chi per passatempo, chi per curiosità.
C’è chi legge al mattino, chi alla sera. Chi per pranzo, chi per cena.

E tu, dove e come leggi?